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COVID, il Consiglio UE apre a collegamenti verso altri 10 nuovi Paesi terzi

COVID, il Consiglio UE apre a collegamenti verso altri 10 nuovi Paesi terzi

Rivista la lista con le destinazioni verso cui rimuovere le restrizioni: Arabia Saudita, Armenia, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Brunei, Canada, Giordania, Montenegro, Qatar, Moldova più Kosovo le nuove mete possibili

Bruxelles – Dieci nuovi Paesi in colpo solo. Il Consiglio dell’UE aggiorna la lista dei Paesi terzi per i cui residenti si possono iniziare a rimuovere gradualmente le restrizioni di viaggio, e l’Europa si (ri)apre al mondo. Arabia Saudita, Armenia, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Brunei, Canada, Giordania, Montenegro, Qatar, Moldova: questi Paesi inclusi nella lista valida per una circolazione più libera da limitazioni anti-COVID e un ritorno ai viaggi.

La riapertura per questi Paesi si applica a partire dall’1 luglio, sulla base della mutata situazione epidemiologica. Le restrizioni ai viaggi dovrebbero essere gradualmente revocate anche per le regioni amministrative speciali della Cina di  Hong Kong e Macao.

Nella categoria delle entità e delle autorità territoriali non riconosciute come Stati da almeno uno Stato membro, dovrebbero essere gradualmente revocate anche le restrizioni di viaggio per il Kosovo, che si aggiunge in questa speciale categoria di destinazione a Taiwan e Taiwan.

In questo esercizio di mappatura della situazione e ripristino dei collegamenti con destinazioni diverse da quelle dell’UE e dell’area Schegen, i residenti di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano dovrebbero essere considerati residenti nell’UE ai fini della presente raccomandazione.

Il certificato digitale COVID dell’UE, entrato ufficialmente in vigore in tutto il territorio dell’Unione europea e per i Paesi che aderiscono allo spazio per l’area di libera circolazione (Lichtenstein, Islanda, Norvegia e Svizzera) non consentono infatti di spostarsi liberamente in tutto il mondo, ma solo negli Stati esteri per cui è stato riconosciuta la possibilità di nuovi viaggi. Sale adesso a 23 il numero complessivo degli Stati terzi con cui avere nuovi collegamenti, a cui si aggiungono le due entità territoriali non riconosciute come Stati indipendenti e sovrani da tutti i membri del Consiglio Ue.