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Economia blu, sì del Parlamento europeo al fondo dal 6,1 miliardi per la pesca sostenibile

Economia blu, sì del Parlamento europeo al fondo dal 6,1 miliardi per la pesca sostenibile

Approvato in via definitiva in plenaria il nuovo Fondo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura per i prossimi sette anni. Almeno il 15% dei finanziamenti nazionali dovrà essere speso in azioni per favorire il controllo della pesca e la raccolta di dati per contrastare pesca illegale e non regolamentata

Bruxelles – 6,1 miliardi di euro per sostenere economia blu, pesca sostenibile e biodiversità. L’Europarlamento riunito a Strasburgo in sessione plenaria ha adottato ieri (6 luglio) in via definitiva il nuovo Fondo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) per i prossimi sette anni (2021-2027), dopo l’accordo con il Consiglio raggiunto a dicembre nel quadro dei negoziati sul bilancio pluriennale (2021-2027). Il programma incoraggi i Paesi membri a investire per rendere i settori “della pesca e dell’acquacoltura più competitivi e per sviluppare un’economia blu sostenibile, nuovi mercati e tecnologie, a proteggere e ripristinare la biodiversità”.

Almeno il 15 per cento degli stanziamenti nazionali dovrà essere speso in azioni per favorire il controllo della pesca e la raccolta di dati per contrastare la pesca illegale e non regolamentata. Gli Stati membri, su richiesta del Parlamento, dovranno prendere in considerazione le esigenze della piccola pesca costiera e specificare quali misure intendono adottare per sostenerla. Per avvicinare i giovani al mondo della pesca, dove l’età media supera i 50 anni, sottolinea il Parlamento, il nuovo FEAMPA potrà finanziare la prima imbarcazione o la proprietà parziale (di almeno il 33%) per i pescatori che, alla data di presentazione della domanda di sostegno, non superino i 40 anni e che abbiano lavorato per almeno cinque anni come pescatori.

Il fondo è il risultato dei negoziati tra Parlamento e Consiglio sul bilancio pluriennale (2021-2027), raggiunto “in un momento difficile”, afferma il relatore per il Parlamento, Gabriel Mato (PPE). “La flotta dell’UE ha perso importanti zone di pesca a causa della Brexit, la catena di valore ittica è stata paralizzata a causa della pandemia, e c’erano pressioni per raggiungere un accordo nell’OMC sui sussidi alla pesca”. Secondo la delegazione italiana dei Verdi europei l’accordo raggiunto è poco ambizioso. “Purtroppo ancora una volta ci troviamo di fronte ad un testo annacquato
dal Consiglio che, come al solito in maniera non trasparente, ha trovato un ulteriore modo di fare gli interessi della grande flotta ai danni dei
piccoli pescatori e della biodiversità marina”, scrivono in una nota Rosa D’Amato, Eleonora Evi, Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini.

Il Regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, ma sarà applicato in modo retroattivo dal primo gennaio 2021, quando è entrato in vigore il bilancio pluriennale.

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