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Stato di diritto, ultimatum da Bruxelles alla Polonia:

Stato di diritto, ultimatum da Bruxelles alla Polonia: "Rispetti decisioni della Corte UE entro 16 agosto o sarà sanzionata"

Inviata la lettera dal commissario Reynders alle autorità di Varsavia sul caso del rigetto dell'ordinanza da parte della Corte costituzionale polacca: "Il diritto europeo ha il primato sulle leggi nazionali"

Bruxelles – La Polonia provoca, l’Unione Europea risponde. Sono settimane di fuoco sul fronte del rispetto dello Stato di diritto e la Commissione UE ha lanciato oggi (martedì 20 luglio) il suo ultimatum: se Varsavia non rispetterà le decisioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea entro il 16 agosto, dovrà affrontare sanzioni economiche.

La decisione è stata adottata dal collegio dei commissari e comunicata in apertura della conferenza stampa di presentazione del Rapporto 2021 sulla condizione dello Stato di diritto in Europa. Il commissario per la Giustizia, Didier Reynders, ha firmato la lettera indirizzata alle autorità polacche, intimando il rispetto entro quattro settimane dell’ordinanza della Corte UE che mercoledì scorso (14 luglio) aveva riconosciuto la necessità di imporre misure provvisorie di sospensione delle competenze della sezione disciplinare della Corte suprema della Polonia.

La decisione aveva provocato la dura replica della Corte costituzionale polacca, con il respingimento del regolamento dell’Unione Europea che permette alla Corte UE di pronunciarsi su “sistemi, principi e procedure” delle corti nazionali. “Il regolamento non è in linea con la costituzione polacca”, aveva attaccato il giudice Stanislaw Piotrowicz. Durissima la reazione della vicepresidente della Commissione UE per i Valori e la trasparenza, Věra Jourová: quella dimostrata da Varsavia “è una mancanza di rispetto intollerabile nei confronti della Corte“, ma soprattutto “non si può prendere dall’UE ciò che si vuole e scartare ciò che non piace”.

La seduta della Corte costituzionale della Polonia che deciderà sul rapporto tra Costituzione nazionale e legge europea è attesa per il prossimo 3 agosto. Ma dal gabinetto von der Leyen fanno sapere che se entro i successivi 13 giorni non arriverà una risposta positiva, “ci rivolgeremo alla Corte di Giustizia dell’UE per chiedere se è possibile imporre sanzioni economiche“. Il commissario Reynders ha insistito a più riprese sul “primato del diritto europeo sulle leggi nazionali“: l’Unione è “una comunità basata sulla legge, che deve avere la stessa applicazione in tutti i ventisette Paesi membri”.

Anche la presidente della Commissione Europea ha minacciato Varsavia che l’esecutivo comunitario “non esiterà a fare uso dei suoi poteri“, se non sarà spiegato “come applicherà le misure ad interim e la decisione recente della Corte di Giustizia europea per salvaguardare l’indipendenza giudiziaria”, ha commentato su Twitter.

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