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Deputati italiani plaudono al voto del Parlamento europeo in difesa dei diritti dei rider

Deputati italiani plaudono al voto del Parlamento europeo in difesa dei diritti dei rider

Approvata la risoluzione che chiede condizioni di lavoro dignitose e maggiori tutele. Gualmini e Smeriglio (PD) si aspettano "un'azione forte della Commissione UE", Rondinelli (Movimento 5 Stelle) "una direttiva con forti certezze giuridiche"

Bruxelles – È stata approvata con 524 voti a favore, 39 contrari e 124 astensioni, la risoluzione del Parlamento Europeo sui diritti nelle condizioni di lavoro dei rider, discussa lunedì (13 settembre) in plenaria. Un passo storico per le istituzioni europee, in attesa della proposta della Commissione UE che – secondo quanto annunciato all’Eurocamera dal commissario per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit – dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

Secondo quanto richiesto dalla maggioranza parlamentare, i lavoratori delle piattaforme digitali dovrebbero avere lo stesso livello di protezione sociale di quello dei dipendenti tradizionali e, in caso di procedimenti giudiziari, i rider non devono essere considerati lavoratori autonomi, a meno che le aziende non possano dimostrare l’assenza di rapporto di lavoro. Nel settore dei trasporti vanno stipulate assicurazioni contro gli infortuni, mentre gli algoritmi che regolano l’assegnazione dei compiti, le valutazioni e i prezzi delle piattaforme di lavoro digitali devono essere trasparenti, non discriminatori ed etici.

Il risultato della votazione del Parlamento Europeo sulla risoluzione presentata dalla relatrice Sylvie Brunet (Renew Europe) è stato accolto con grande soddisfazione dalle eurodeputate e dagli eurodeputati italiani, in particolare da quelli del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. “È un passo in avanti verso una gig economy [modello economico basato sul lavoro a chiamata, occasionale e temporaneo, ndr] equa e giusta”, ha sottolineato la socialdemocratica bolognese Elisabetta Gualmini, che lunedì si era scagliata contro le “nuove forme di schiavitù, sfruttamento e abusi”. Ciò che si augura ora l’eurodeputata del Partito Democratico è “un’azione decisa della Commissione Europea”, che metta fine alla “negazione di diritti sociali” come la malattia, l’assicurazione sul lavoro e le ferie retribuite.

La stessa soddisfazione per essere “riusciti a includere le nostre priorità nel rapporto”, è stata espressa dal collega di partito Massimiliano Smeriglio: “Siamo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici, per un’Europa dei diritti sociali”. Quello approvato dal Parlamento UE è “un atto importante e necessario” in materia di sicurezza sociale e sul luogo di lavoro, che “chiede l’introduzione del diritto alla contrattazione collettiva, per negoziare termini e condizioni eque”, ha aggiunto l’eurodeputato romano. L’obiettivo è quello di eliminare qualsiasi “zona d’ombra, in cui i diritti di chi lavora vengono sistematicamente messi da parte in nome della ricerca del profitto”.

Anche sul fronte Movimento 5 Stelle si rivendica il successo dell’iniziativa intrapresa a Strasburgo. “L’anarchia che si è diffusa nei settori che utilizzano le nuove tecnologie deve essere bandita dall’Europa” attraverso una “direttiva vincolante per tutti gli Stati membri”, ha affondato Daniela Rondinelli. Dall’assicurazione contro gli infortuni, alla trasparenza degli algoritmi, fino all’inversione dell’onere della prova in capo alle aziende, le richieste degli eurodeputati dovranno diventare dei “punti fermi sulle tutele da estendere” all’interno di uno strumento legislativo europeo.

Già durante il dibattito in Aula, Rondinelli aveva indicato la futura direttiva europea sui diritti dei lavoratori delle piattaforme digitali come “un pilastro da affiancare a quello sul salario minimo e sul diritto alla disconnessione“. La prospettiva è quella di garantire ai rider e a tutti coloro che lavorano nei servizi di consegna “maggiori certezze giuridiche“, ha specificato Rondinelli.

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