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Inquinamento idrico da nitrati, in Italia ancora

Inquinamento idrico da nitrati, in Italia ancora "punti critici" da superare

Negli ultimi dieci anni progressi lenti in buona parte d'Europa, dove l'inquinamento da agricoltura è ancora una seria preoccupazione per molti Stati membri. La valutazione UE sulla direttiva nitrati esorta i governi a fare di più

Bruxelles – Risorse idriche minacciate dall’uso dei nitrati nell’agricoltura, anche l’Italia è tra i Paesi europei con diversi “punti critici” o aree in cui l’inquinamento “dovrebbe essere ridotto con urgenza”. A sottolinearlo è l’ultima relazione della Commissione Europea sull’attuazione della direttiva sui nitrati (basata sui dati per il periodo 2016-2019), pubblicata l’11 ottobre, che avverte di quanto i nitrati – provenienti in buona parte dal letame e dai fertilizzanti minerali, e potenzialmente dannosi per la salute umana e gli ecosistemi – stiano ancora causando un inquinamento dannoso per l’acqua nell’UE.

Il rapporto conclude che nell’Unione l’inquinamento da nitrati, di cui oltre l’80 per cento proveniente dall’attività agricola, è diminuito dal 1991 a oggi, ma i progressi negli ultimi dieci anni sono stati lenti e soprattutto per molti Stati membri rimane ancora un problema difficile da superare. Tra il 2016 e il 2019, in tutti gli Stati membri, il 14,1 per cento delle acque sotterranee era sopra il limite di concentrazione di nitrati fissato per l’acqua potabile. La Commissione, nel quadro degli obiettivi del Green Deal, intende agire per migliorare la conformità alla direttiva sui nitrati, per ridurre le perdite di nutrienti di almeno il 50 per cento entro il 2030. “Ciò richiede misure rafforzate nella maggior parte degli Stati membri a livello nazionale e regionale”, commenta in una nota.

L’Italia è citata insieme a Bulgaria, Cipro, Estonia, Francia, Portogallo e Romania tra i Paesi che hanno punti critici in cui l’inquinamento dovrebbe essere ridotto con urgenza. Appena un anno fa, il governo di Roma aveva ricevuto da Bruxelles una lettera di costituzione in mora per la sorveglianza delle risorse idriche minacciate dall’uso dei nitrati nell’agricoltura. Ma c’è anche “chi fa peggio” come Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Finlandia, Ungheria, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Spagna che secondo l’UE stanno affrontando le sfide più grandi nell’affrontare l’inquinamento da nutrienti dovuto all’agricoltura.

Nel complesso, spiega la Commissione, la qualità dei programmi d’azione nazionali è migliorata, ma in molti casi le misure in atto non sono sufficientemente efficaci nella lotta all’inquinamento nelle aree in cui è forte la pressione agricola. “L’attuazione della direttiva sui nitrati negli ultimi 30 anni ha indubbiamente aumentato la qualità dell’acqua in generale nell’UE. Vediamo anche che gli sforzi reali per passare a metodi sostenibili stanno dando i suoi frutti”, ha commentato il commissario europeo per l’ambiente, Virginijus Sinkevičius. “Tuttavia, il ritmo del cambiamento non è sufficiente per prevenire danni alla salute umana e preservare i fragili ecosistemi. In linea con il Green Deal europeo, ora è necessaria un’azione più urgente per realizzare un’agricoltura sostenibile e proteggere il nostro prezioso approvvigionamento idrico”.

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