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Monoclonali contro la COVID, l'EMA approva le prime due terapie in UE. Solo una è nel portafoglio della Commissione

Monoclonali contro la COVID, l'EMA approva le prime due terapie in UE. Solo una è nel portafoglio della Commissione

L'Agenzia europea per i medicinali raccomanda l'immissione in commercio di due trattamenti a base di anticorpi monoclonali, una sviluppata dalla società statunitense Regeneron e dalla svizzera Roche e l'altra dalla sudcoreana Celltrion. Per ora solo la prima figura tra le 10 potenziali terapie individuate da Bruxelles

Bruxelles – L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha raccomandato oggi (11 novembre) l’immissione in commercio delle prime due terapie a base di anticorpi monoclonali per pazienti che hanno contratto la malattia COVID-19. Si tratta del Ronapreve (un mix di due anticorpi casirivimab e imdevimab) sviluppato dalla società biotech statunitense Regeneron e dalla svizzera Roche, e il farmaco a base di anticorpi monoclonali Regkirona, sviluppato dall’azienda sudcoreana Celltrion.

Entrambi sono trattamenti da utilizzare durante le prime fasi dell’infezione, questo tipo di terapia prevede lo sviluppo artificiale (in laboratorio) degli anticorpi, ovvero proteine che il nostro organismo produce in genere da solo per difendersi da virus, batteri ma anche cellule tumorali. A darne notizia è la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, parlando di “ottime notizie da parte dell’EMA, la strategia europea sulle terapie sta dando risultati e stiamo lavorando per autorizzare fino a 5 nuovi trattamenti entro fine anno”, annuncia in un tweet.

Anche la nota diramata dalla Commissione poco dopo parla dei due trattamenti come parte della strategia europea sulle terapie, anche se in realtà nel selezionare a ottobre un portafoglio di sole 10 potenziali terapie contro la COVID Bruxelles ha incluso solo il mix di anticorpi di Regeneron. L’altro farmaco a base di anticorpi Regkirona figurava a giugno nel primo elenco di 5 potenziali terapie, ma nel secondo pubblicato a fine ottobre era stato depennato. E’ possibile che vista l’approvazione dell’EMA Bruxelles torni sui suoi passi sulla decisione di considerarla una terapia promettente.

L’uso degli anticorpi

Ad ogni modo si tratta dei primi anticorpi monoclonali raccomandati per l’autorizzazione all’immissione in commercio in Europa. Finora l’unico trattamento autorizzato dall’EMA era il Veklury (remdesivir), un farmaco antivirale. Il via libera dell’Agenzia di Amsterdam arriva in un momento in cui il Continente europeo è alle prese con la quarta ondata della pandemia, la risalita dei contagi e anche un aumento delle ospedalizzazioni. Bruxelles punta ad approvare almeno cinque terapie entro il 2021, per affiancare i trattamenti dei pazienti al lavoro sulle vaccinazioni.

L’EMA ha raccomandato l’uso di Ronapreve negli adulti e negli adolescenti affetti dalla malattia a partire dai 12 anni di età (e con un peso di almeno 40 chili) che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggior rischio di peggioramento della malattia. Il farmaco, scrive l’Agenzia in una nota, può essere utilizzato anche per prevenire la malattia in persone di età pari o superiore a 12 anni che pesano almeno 40 chili. Quanto al farmaco Regkirona, il comitato per i medicinali ne ha raccomandato l’uso per il trattamento di pazienti adulti che non richiedono ossigeno supplementare e che sono anche a maggior rischio di peggioramento della malattia.

“Con l’aumento delle infezioni da COVID-19 in quasi tutti gli Stati membri, è rassicurante vedere molti trattamenti promettenti in fase di sviluppo come parte della nostra Strategia Terapeutica COVID-19. Oggi facciamo un importante passo avanti verso il nostro obiettivo di autorizzare fino a cinque nuovi trattamenti nell’UE entro la fine dell’anno”, ha detto Kyriakides. “La vaccinazione rimane lo strumento chiave per combattere il COVID-19, proteggersi da infezioni, ospedalizzazioni, decessi e conseguenze a lungo termine delle malattie. Sebbene l’UE abbia uno dei tassi di vaccinazione più alti al mondo, le persone continueranno ad ammalarsi e avranno bisogno di trattamenti sicuri ed efficaci per combattere le infezioni e migliorare le prospettive non solo di una guarigione più rapida, ma anche di sopravvivenza”.

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