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Eurogruppo all'Italia:

Eurogruppo all'Italia: "Limitare la crescita della spesa corrente"

I ministri economici dei Paesi con la moneta unica tornano a chiedere rassicurazioni a Draghi. Il FMI tende una mano a Roma: "Le regole di bilancio UE inappropriate per chi ha debito elevato"

Bruxelles – Sostenere la ripresa, ma senza mettere i conti pubblici in eccessivo disordini. Tradotto: intervento pubblico, ma limitare la crescita della spesa corrente. Una volta di più l’Europa mette pressione all’Italia e al governo guidato da Mario Draghi. La discussione dell’Eurogruppo sulle proposte di legge di bilancio conferma i dubbi di una manovra considerata espansiva oltre il consentito dall’emergenza legata alla pandemia e alla necessità di puntellare il tessuto produttivo.

Il messaggio viene ribadito all’inizio e alla fine della sessione di lavori. Prima della riunione è il vicepresidente esecutivo della Commissione, Valdis Dombrovkis, responsabile per un’Economia al servizio delle persone. “Siamo d’accordo che bisogna continuare con il sostegno, che deve essere adesso più mirato, tenendo conto dei rischi per la sostenibilità dei conti pubblici“. Riferimento neanche troppo velato all’Italia, il cui debito pubblico continua a crescere. Quindi è la volta di Paolo Gentiloni. Nel corso dei lavori dell’eurogruppo “abbiamo anche chiesto in alcuni casi un’esecuzione prudente del bilancio per limitare la crescita della spesa corrente, soprattutto se combinata con elevati livelli di indebitamento”, scandisce in conferenza stampa il commissario per l’Economia al termine dei lavori.

Non si fanno nomi, ma che dell’Italia si sarebbe parlato nella più generale discussione era cosa nota. Addetti ai lavori nei giorni scorsi hanno ammesso che la manovra tricolore avrebbe avuto un’attenzione particolare. Così è stato. Tanto che nella dichiarazione finale i ministri economici dei Paesi UE con la moneta unica chiariscono una volta di più che i Paesi con alto debito come l’Italia dovrebbero utilizzare il meccanismo di ripresa “per finanziare investimenti aggiuntivi a sostegno della ripresa, perseguendo nel contempo una politica di bilancio prudente”. Niente spese folli, dunque, ma ragionate e mirate.

E’ chiaro che c’è una certa qual preoccupazione per le carte presentate dal governo Draghi . L’Eurogruppo si basa sulle valutazioni della Commissione europea, a sua volta basata sulla bozza di manovra recapitata a Bruxelles. Non ci sono informazioni né documenti aggiuntivi, quindi si continua a chiedere rassicurazioni al presidente del Consiglio.

Nel dibattito sui conti pubblici e le regole di bilancio interviene anche il Fondo monetario internazionale. “Applicare le regole dell’UE richiederebbe aggiustamenti irrealistici e controproducenti per i Paesi ad alto debito” come l’Italia, dice la direttrice dell’organismo, Kristalina Georgieva. Un contributo ulteriore ad un dibattito tutt’altro che chiuso, e su cui anche il fondo salva-Stati ESM ha espressamente suggerito di intervenire con modifiche.

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