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Gli Stati chiedono flessibilità sui piani strategici PAC, ma la Commissione conferma la scadenza di fine anno
Janusz Wojciechowski

Gli Stati chiedono flessibilità sui piani strategici PAC, ma la Commissione conferma la scadenza di fine anno

"Per noi è fondamentale che siano inoltrati il prima possibile, poi vedremo se ci sarà la possibilità di emendarli", dice il commissario Janusz Wojciechowski. Repubblica Ceca, Ungheria e Lussemburgo avvertono che presenteranno un piano incompleto al 31 dicembre 2021

Bruxelles – Flessibilità nei tempi di presentazione dei loro piani strategici nazionali in attuazione della nuova politica agricola comune (PAC). E’ quanto hanno chiesto i ministri europei dell’Agricoltura ieri (13 dicembre) in un confronto con la Commissione Europea al Consiglio Agricoltura e Pesca, in corso a Bruxelles. Una Commissione che non solo ha confermato la scadenza fissata per il 31 dicembre, ma ha anche ribadito l’importanza di ricevere i piani il “prima possibile” e al più tardi entro fine anno.

A dirlo in conferenza stampa, una volta ultimati i lavori sulla parte agricola del Consiglio, è il commissario per l’agricoltura Janusz Wojciechowski. “Per noi è fondamentale che siano inoltrati il prima possibile, poi vedremo se ci sarà la possibilità di emendarli, ma questo riguarderà il dialogo che avremo con i singoli Stati membri su come migliorare i piani”, ha chiarito. Prima dell’inizio della riunione, già tre Stati membri avevano chiarito che non riusciranno a presentare all’Esecutivo comunitario un piano strategico completo sulla nuova PAC entro il 31 dicembre. In un documento datato 9 dicembre, Repubblica Ceca – sostenuta dall’Ungheria e Lussemburgo – ha messo le mani avanti sulla scadenza fissata dalla Commissione Europea scrivendo che “idealmente il nostro obiettivo è rispettare la scadenza del primo gennaio 2022, ma questa non sarà la versione definitiva”, avvertono.

Per i tre Stati membri il problema è il ritardo su tutta la legislazione secondaria della nuova PAC, di cui le discussioni sono state avviate solo a settembre e di cui l’Europarlamento ha rinviato la scorsa settimana il voto sui due atti delegati non prima del 9 gennaio 2022. Il rinvio del voto in Parlamento – che secondo qualcuno avrebbe significato uno slittamento anche della scadenza sui piani strategici da parte degli Stati – in realtà non porterà a questo e l’Esecutivo insiste per ricevere i piani completi. L’adozione dei piani strategici nazionali deve avvenire quanto prima per dare modo agli Stati membri di poter aggiornare per tempo la propria legislazione nazionale, dal momento che la nuova politica agricola comune sarà in vigore dal primo gennaio 2023. “Questa sarà una fase chiave per l’attuazione della PAC”, ha concluso il commissario polacco, ammettendo di essere già in contatto con il ministro francese, Julien Denormandie, che dal primo gennaio gennaio guiderà il Consiglio Agricoltura, in quanto Francia nuovo presidente di turno dell’UE per i prossimi sei mesi.

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