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Michel e von der Leyen, l'ultimo saluto

Michel e von der Leyen, l'ultimo saluto "all'europeo appassionato" Sassoli e la promessa di portare avanti il suo impegno per l'Europa

L'omaggio dei presidenti del Consiglio europeo e della Commissione al capo dell'Europarlamento e all'uomo Sassoli, scomparso lo scorso 11 gennaio. "Tu te ne vai e ora è compito nostro essere fedeli all'impegno, tradurre queste visioni in atti perché l'UE mantenga le sue promesse verso i cittadini"

Bruxelles – L’uomo David Sassoli, il politico “dalle idee forti ma dai modi sempre gentili”. E’ a lui che prima di tutto rende omaggio Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, durante la cerimonia di commemorazione che si è svolta oggi (17 gennaio) a Strasburgo del presidente del Parlamento Europeo, scomparso a soli 65 anni lo scorso 11 gennaio. All’uomo, prima che al politico. Al padre, al marito, al figlio e all’amico di chi oggi vive un vuoto “brusco e doloroso” per la sua scomparsa, dice aprendo il suo discorso di commiato rivolgendosi ad Alessandra, Giulio e Livia, la moglie e i figli del presidente presenti alla cerimonia.

I seggi dell’Emiciclo di Strasburgo ornati di rose bianche

Ne ricorda il primo incontro in cui “sono rimasto colpito dal suo atteggiamento disteso, generoso, rivolto interamente verso gli altri”. Il sorriso era il suo marchio di fabbrica, parlava della sua gentilezza ma al tempo stesso restituiva l’immagine della “tua forza e delle tue convinzioni”. Michel ne elogia lo slancio costante “a unirci per andare insieme verso il futuro” dell’Europa, come quando a gennaio 2020 ha messo allo stesso tavolo i presidenti delle tre Istituzioni europee nella casa di Jean Monnet, uno dei padri fondatori dell’Europa unita, “per riflettere e preparare insieme le sfide della legislatura”. E ancora, ne rievoca la fierezza a difesa della “nostra democrazia, dei nostri valori e libertà” e l’intransigenza contro i governi “troppo freddi” sui temi caldi dell’immigrazione.

Ma soprattuto le parole di Michel si soffermano sulla sua eredità politica. Quel nuovo progetto di speranza per l’Europa che Sassoli evocava all’ultimo Consiglio Europeo del 16 dicembre, fatto di innovazione, protezione dei cittadini e modello democratico. “Ci avevi detto che volevi andare al di là dei temi di attualità per parlare di come rinnovare il progetto europeo e oggi ci leggo una forma di testamento politico”, il ricordo commosso. “Ambivi a un nuovo progetto di speranza che potesse incarnare la nostra Unione, i nostri valori e la nostra civiltà”, prosegue Michel. La promessa che l’eredità politica del presidente dell’Europarlmanento sarà portata avanti. “Tu te ne vai e ora è compito nostro essere fedeli all’impegno, tradurre queste visioni in atti perché l’UE mantenga le sue promesse”, conclude.

Ursula von der Leyen

Alle parole di commiato di Michel avrebbero dovuto seguire quelle di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione costretta a fare ritorno a Bruxelles nel pomeriggio dopo aver scoperto la positività al Coronavirus del suo autista. La presidente tedesca ricorda Sassoli come un brav’uomo, il presidente buono e un buon amico. Ma sarebbe riduttivo parlarne in questi termini. “Oggi vorrei ricordarlo prima di tutto come un europeo appassionato, un uomo le cui convinzioni sono state modellate dalla storia dell’Europa e un visionario i cui occhi azzurri guardavano sempre al futuro e a un’Europa migliore”. Nel suo discorso non pronunciato di fronte all’Emiciclo ma diffuso mentre era in corso la cerimonia cita le parole del presidente scomparso: ‘Quando tutti i muri cadranno, quando lo spirito del nazionalismo svanirà, godiamoci allora la bellezza di essere italiani, senza sentirsi separati e divisi dagli altri, cosa ci sarà alla fine del percorso? Ci sarà l’Europa“, ricordando la responsabilità di Sassoli “di essere fedeli alla nostra storia” di europei. Nati dalle ceneri della Seconda guerra mondiale.

Emmanuel Macron

Alle parole di Michel sono invece seguite quelle di Emmanuel Macron, presidente francese e presidente di turno del Consiglio UE, che di Sassoli ricorda il “forte attaccamento all’avventura europea”. Accoglienza e poi, ancora, solidarietà e contributo alla costruzione dell’Europa di oggi. “Lo ricordo con ammirazione, per la carriera brillante dopo aver voltato la pagina del giornalismo. Avverto un sentimento di debito per tutte le pietre di questa architettura europea che ha contribuito a portare”, dal dialogo con i Balcani occidentali e con i Paesi del bacino del Mediterraneo fino alla sfida del Coronavirus. “Di fronte alla pandemia non si è lasciato guidare dalla voce del panico, ma ha saputo seguire la voce della prudenza e della ragione. Anche dell’ambizione”, ha detto il capo dell’Eliseo. Ricorda che anche di fronte alla crisi sanitaria, Sassoli non ha “mai smesso di difendere lo stato di diritto sul nostro continente, senza mai dimenticare i cittadini”.