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Guerra russo-ucraina, la BCE taglia la crescita dell'Eurozona dello 0,3 per cento nel 2022

Guerra russo-ucraina, la BCE taglia la crescita dell'Eurozona dello 0,3 per cento nel 2022

E' l'effetto della guerra in Ucraina, che porta con sé anche il problema inflazione. Francoforte riscrive gli scenari dopo un mese appena dalla pubblicazione delle previsioni della Commissione

Bruxelles – Dimenticate le previsioni economiche per il 2022 prodotte dalla Commissione europea un mese fa: la guerra in Ucraina le spazza via, e la BCE taglia le stime di crescita dell’eurozona dello 0,3 per cento. La ripresa si sgonfia sempre più. Il 10 febbraio i servizi dell’esecutivo comunitario rividero già al ribasso la crescita, fissando al 4 per cento l’espansione del Prodotto interno lordo per i Paesi con la moneta unica. A distanza di trenta giorni queste previsioni sono corrette ancor più al ribasso. “Le proiezioni prevedono una crescita dell’economia del 3,7 per cento nel 2022“, annuncia Christine Lagarde, presidente di una BCE preoccupata per come si stanno mettendo le cose. 

L’invasione russa dell’Ucraina influenzerà negativamente l’economia della zona euro e ha aumentato significativamente l’incertezza“, riconosce al termine della riunione del Consiglio direttivo. Le prospettive per l’economia “dipenderanno dal corso della guerra russo-ucraina”, oltre che dall’impatto delle sanzioni economico-finanziarie e “da altre misure”, come le risposte di Mosca. In sostanza diventa sempre più complicato capire che cosa succederà. Quel che appare evidente è che “i rischi per le prospettive economiche sono aumentati notevolmente con l’invasione russa dell’Ucraina e sono orientati al ribasso“. Quanto al ribasso, per ora non è dato saperlo.

Lagarde assicura una volta di più che la BCE farà tutto quanto in suo potere, e nel rispetto del mandato, per lenire gli effetti di instabilità che gravano sull’economia. Ma invita gli Stati membri a fare la propria parte, perché se è vero che la politica monetaria è uno strumento, è anche vero che “le misure di bilancio, anche a livello di Unione europea, aiuterebbero anche a proteggere l’economia”. Chiede riforme a livello nazionale e politiche di spesa prudenti, soprattutto a quei Paesi che, come l’Italia, hanno un debito pubblico elevato motivo di rischio di shock. Ma torna anche a chiedere all’Europa degli Stati regole comuni che siano credibili e sostenibili.

Anche perché domanda e offerta saranno strette dall’aumento generalizzato di prezzi e costi. Prima dello scoppio della guerra in Ucraina la Commissione, nelle previsioni economiche pubblicate a inizio febbraio, prevedeva un’inflazione per l’area dell’euro del 3,5 per cento nel 2022 e all’1.7 per cento nel 2023. Indici che ora a Francoforte si rivedono “significativamente al rialzo”, anticipa Lagarde prima di svelarli: 5,1 per cento quest’anno, 2,1 per cento il prossimo. Pesa il caro-energia, e il deterioramento di un’incertezza che rischia di costare caro.

In appena di un mese la BCE taglia la crescita e aumenta l’inflazione. Prospettive e scenari per l’eurozona sono completamente mutati, e potrebbero esserlo ancora: “La calibrazione delle nostre politiche rimarrà dipendente dai dati e rifletterà la nostra valutazione in evoluzione delle prospettive”. Tradotto: si è in balia degli eventi.

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