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Women in Export. Confini e frontiere del commercio europeo

Women in Export. Confini e frontiere del commercio europeo

Le possibilità create dalle new entry tecnologiche e dalle innovazioni strutturate da rete informatica contribuiscono alla ripresa equa e sostenibile di cui l'Europa necessita. Ma l'Europa rischia di perdere queste occasioni se metà della sua popolazione viene trascurata come fonte di innovazione e talento creativo.

Il commercio non si muove in base alla cadenza del giorno, ma all’ineluttabilità dell’epoca. Le possibilità create dalle new entry tecnologiche e dalle innovazioni strutturate da rete informatica contribuiscono alla ripresa equa e sostenibile di cui l’Europa necessita. Ma l’Europa rischia di perdere queste occasioni se metà della sua popolazione viene trascurata come fonte di innovazione e talento creativo.

In base all’ordine delle cose tutto cambia, oggi i precedenti non sono più applicabili nel mondo delle transizioni e nel commercio internazionale, è necessario un cambiamento radicale sociale per rimuovere stereotipi di genere che sono da ostacolo alla ripresa.

Il rapporto She Figures 2021 della Commissione europea indica due aspetti persistenti; si riduce il divario di genere, ma le donne sono ancora sottorappresentate in Europa. Secondo i dati, è donna meno di un quarto dei dottorandi nel settore Ict e circa un terzo dei ricercatori. Ai livelli più alti del mondo accademico, sono solo il 26% dei professori ordinari. Hanno poche probabilità di essere impiegate come scienziati e ingegneri (41 %) e sono sottorappresentate tra i liberi professionisti nel settore delle scienze, dell’ingegneria e dell’Ict (25 %). Migliorare e promuovere la parità di genere è fattore imprescindibile, per incoraggiare le donne a intraprendere una carriera nel settore STEM. M. Gabriel (Commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani) dichiara: ‘’L’Europa ha bisogno della creatività e del potenziale imprenditoriale delle donne per plasmare un futuro più sostenibile, verde e digitale”.

In Europa nel 2021 si registrano segnali di ripresa incoraggianti, 23 nuove startup femminile dato su cui è necessario riflettere in un contesto dove permane un divario di genere. Tuttavia sono ancora solo il 3,8% di tutte le nuove società europee fondate dopo il 2000 (dati di Dealroom). In un trend in fase di crescita e consolidamento, i media statunitensi segnalano la performance Whitney Wolfe Herd (founder e CEO dell’app di dating Bumble) a soli 32 anni diventa la donna più giovane ad aver mai quotato in Borsa la sua società.

EU Prize for Women Innovators è il premio dell’UE  che celebra le donne imprenditrici visionarie nelle innovazioni rivoluzionarie dell’Europa. Obbiettivo principale è aumentare la consapevolezza della necessità di più donne innovatrici e di creare modelli di riferimento per le ricercatrici del settore. Talento e competenza sono requisiti essenziale per l’assegnazione del premio alle donne imprenditrici di tutta l’UE e dei paesi associati a  Horizon Europe , che hanno fondato un’azienda di successo e portato innovazione sul mercato. Il premio è gestito dal Consiglio europeo per l’innovazione e dall’Agenzia esecutiva per le PMI.

A Roma, l’8 marzo 2022 presso Palazzo Rospigliosi si è tenuto l’incontro ‘’La primavera dell’Export’’ in collaborazione IEF (Italian Export Forum), l’Associazione FILIERA ITALIA, 24ORE Business School – Educational Partner. Evento istituzionale, voluto fortemente dal talentuoso Presidente Lorenzo Zurino di IEF, è tratto dalle iniziative italiane per promuovere i diritti delle donne in  occasione della giornata internazionale delle donne per promuovere e celebrare la primavera del talento delle imprenditrici italiane. Il tavolo d’incontro ha contribuito a discutere, ridisegnare là dove è possibile i nuovi scenari dell’ Export made in Italy, approfittare e cogliere le occasioni che può creare il sistema Italia, in un Paese dove non manca il talento ma l’opportunità, rilanciare la ripresa e la diplomazia commerciale.

Secondo i dati Unioncamere le imprese femminili registrate in Italia sono 1.342.703 , solo un amministratore su 4 è donna, ma dall’inizio della pandemia le donne al vertice sono 8.600 in più. Molise, Basilicata, Abruzzo e Umbria risultano a fine 2021 le regioni a maggior incidenza di imprese femminili. Nove le province, tutte del Sud e del Centro, in cui le imprese femminili superano il 27% del tessuto produttivo locale: Benevento, Avellino, Chieti, Grosseto, Enna, Campobasso, Frosinone, Viterbo e Isernia.

Questo è avvenuto mentre contestualmente il numero delle donne che ricoprono cariche nel mondo imprenditoriale si è andato riducendo dello 0,46%, perdendo quasi 12mila posizioni tra dicembre 2019 e dicembre 2021, in virtù di un decremento consistente tra le socie (circa 19mila in meno) e le titolari di imprese individuali (-7mila). Segno quest’ultimo delle difficoltà che stanno attraversando soprattutto le imprese minori.

In tema di vendite intracomunitarie a distanza, emergono nuove regole dell’e-commerce, il nuovo modello IVA 2022 accoglie le novità del D.Lgs. n. 83/2021, in vigore dal 1° luglio 2021. Il quadro VO, è destinato ad recepire, per le operazioni sotto la soglia di protezione di 10.000 euro, l’opzione (o la revoca) per l’applicazione dell’IVA nello Stato di destinazione dei beni per le vendite a distanza di beni intra-UE ossia nello Stato di residenza del committente nel caso di prestazioni di servizi TTE (telecomunicazioni, teleradiodiffusione e servizi elettronici) nei confronti di privati UE.

Vanno intensificati i mezzi ed incentivi introdotti dal PNRR per il rilancio dell’occupazione femminile; la vision per ottenere la gender equalty nel mercato del lavoro, non solo nell’ottica di empowerment femminile ma come stimolatore del welfare sociale e lo sviluppo produttivo del paese; le opportunità introdotte dal Quadro Finanziario Pluriennale  2021-2027 e Next generation EU  messe in campo dal UE con una particolare concentrazione allo scenario di genere per raggiungere una maggiore sollecitudine della qualità produttiva socioeconomica.


Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.