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La Commissione Europea vuole diventare più 'green'

La Commissione Europea vuole diventare più 'green'

Con 32mila dipendenti e uffici in ogni paese dell'UE, l'Esecutivo comunitario si impegna a diventare climaticamente neutrale entro il 2030, abbattendo del 60 per cento le sue emissioni (rispetto ai livelli 2005) e compensando quelle rimanenti attraverso tecniche di assorbimento del carbonio

Bruxelles – Edifici efficienti, più telelavoro e meno viaggi (soprattutto quelli con l’aereo). E’ in occasione della Giornata della Terra, celebrata il 22 aprile, che la Commissione Europea si è impegnata a diventare la prima istituzione climaticamente neutrale entro il 2030, abbattendo le sue emissioni di gas serra del 60 per cento (rispetto ai livelli del 2005) entro fine decennio e compensare quelle rimanenti attraverso tecniche di assorbimento del carbonio.

L’impegno della Commissione Europea si chiama North Star (stella polare) e rientra in una comunicazione sulle risorse umane pubblicata a inizio aprile. Prevede una strategia di attacco su tre fronti: edifici, viaggi e servizi IT (Information Technology). Sul parco immobiliare, Bruxelles stima che edifici e spazi occupati dai suoi funzionari, abbiano rappresentato il 43 per cento delle emissioni generate dalla Commissione europea nel 2019. Il Berlaymont fissa quindi l’obiettivo di ridurre le emissioni del 30 per cento tra il 2019 e il 2030, riducendo il numero di edifici che gestisce del 50 per cento e incoraggiando l’aumento del telelavoro.

Che nell’era post-COVID, anche i lavori delle Istituzioni europee sarebbero state sempre più in modalità “smart” era già emerso in passato. Con l’inizio della pandemia e il vincolo di rimanere a casa per proteggersi dal virus, la Commissione Europea ha avviato una riflessione su come adattare i lavori nel Berlaymont, integrando sempre di più lo smart working con il lavoro in presenza. Anche per abbattere i costi e i consumi energetici. Focus sull’efficientamento degli edifici esistenti rinnovandoli e generando la propria energia verde con l’installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici. Anche se la Commissione non ha fissato obiettivi specifici di quanta capacità di energia verde può e intende produrre in loco.

A pesare sull’impronta di carbonio della Commissione, sono anche i viaggi di lavoro del personale che hanno rappresentato il 28 per cento delle emissioni nel 2019. L’obiettivo è quello di arrivare a dimezzare queste emissioni derivanti dagli spostamenti entro il 2024, in sostanza facendo scelte più green sia per quanto riguarda il trasporto che l’alloggio (ad esempio scegliendo le rotaie, anche per le tratte più lunghe). La flotta dei veicoli in capo alla Commissione dovrà diventare 100 per cento a emissioni zero entro il 2027, mentre si punta a dimezzare le emissioni dei viaggi per gli esperti esterni (sovvenzionati dalla Commissione), che hanno rappresentato il 14 per cento delle emissioni nel 2019.

L’infrastruttura e le risorse informatiche erano solo il 5 per cento delle emissioni della Commissione nel 2019, ma entro il 2030 è prevista una riduzione del 30 di queste emissioni disattivando i sistemi obsoleti e la riduzione dell’impronta digitale di carbonio individuale del personale attraverso campagne di sensibilizzazione.Tutti questi obiettivi dovrebbero portare a un abbattimento delle emissioni del 60 per cento entro la fine del decennio. Per diventare climaticamente neutrale (che significa zero nuove emissioni nette), dovrà andare a compensare con tecniche di assorbimento della CO2 già presente in atmosfera. Attualmente, Bruxelles già lavora a un quadro normativo per la certificazione di assorbimenti di carbonio, che dovrà essere presentata entro fine anno. Ma per quanto riguarda le proprie emissioni, non crede di poter applicare un regime di certificazione della CO2 prima del 2030.

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