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L'UE condanna la violenza delle forze dell'ordine su studenti e manifestanti in Italia
Scontri con le forze dell'ordine alla manifestazione degli studenti di Milano del 28 gennaio 2022

L'UE condanna la violenza delle forze dell'ordine su studenti e manifestanti in Italia

Il commissario per le Giustizia, Didier Reynders: "Il rispetto dei diritti umani è un valore fondante dell'Unione Europea, e la libertà di riunione e di associazione costituisce uno dei fondamenti essenziali delle società democratiche"

Bruxelles – La Commissione europea condanna la violenza delle forze dell’ordine su studenti e manifestanti in Italia. La ferma disapprovazione arriva dal commissario per la Giustizia, Didier Reynders, nella risposta fornita ad un’interrogazione parlamentare in merito. “La Commissione ribadisce che condanna qualsiasi uso della violenza durante le manifestazioni”, così come reitera che polizia e carabinieri “devono limitare l’uso della forza in modo sempre proporzionato alla situazione specifica incontrata”.

La risposta fa riferimento ai fatti di cronaca italiani. Il 21 gennaio 2022 Lorenzo Parelli, uno studente di 18 anni, è morto schiacciato da una putrella mentre svolgeva l’ultimo giorno di tirocinio formativo presso un’azienda metalmeccanica in provincia di Udine. Il 28 gennaio alcuni studenti in diverse città italiane hanno deciso di manifestare in memoria del ragazzo e contro l’attuale sistema italiano di tirocini, ricordano gli europarlamentari del PD nella loro interrogazione. Fanno presente all’esecutivo comunitario che nelle manifestazioni di Torino, Milano, Roma e Napoli le forze dell’ordine “hanno proceduto a reprimere con violenza le manifestazioni, arrivando a colpire gli studenti, molti dei quali con meno di sedici anni, anche quando erano a terra o feriti”.

Una situazione che non è sfuggita a Bruxelles. “La Commissione è a conoscenza del caso citato” e oggetto di interrogazione, fa sapere Reynders, che richiama le autorità nazionali al rispetto degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea. “Il rispetto dei diritti umani è un valore fondante dell’Unione Europea, e la libertà di riunione e di associazione costituisce uno dei fondamenti essenziali delle società democratiche, sancito anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea“.

Tirata di orecchie, dunque, per l’Italia, su cui una volta di più si accendono i riflettori per un sistema Paese che in fatto di giustizia e sicurezza c’è molto da fare. Il Consiglio d’Europa ha condannato lo Stivale per le mancate azioni di prevenzione contro le violenze domestiche, ora l’UE condanna la violenza degli agenti e l’intervento eccessivo contro studenti, anche minorenni. Un messaggio per il governo.