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Europei preoccupati per l'economia, ma contenti di stare nell'Ue

Europei preoccupati per l'economia, ma contenti di stare nell'Ue

Il risultato dell'ultimo sondaggio Eurobarometro. Inflazione e shock energetico spingono il 42 per cento dei cittadini a dire che la le cose andranno peggio

Bruxelles – Caro-vita, caro-energia, la ripresa post-pandemia alle prese col rallentamento da guerra russo-ucraina. Gli europei iniziano a fare fatica, e smettono di essere ottimisti. Nell’Ue la maggioranza relativa di cittadine e cittadini inizia a guardare con rinnovata preoccupazione all’immediato avvenire. Il 42 per cento ritiene che da qui ai prossimi dodici mesi la situazione economica peggiorerà, mentre solo il 16pct mantiene un atteggiamento ottimistico e possibilistico. Il nuovo rapporto Eurobarometro racchiude i timori dei popoli dell’Unione europea, sempre di più, sempre più forti. Sono aumentati di più di un quinto (22pct) gli intervistati che adesso ritiene che le cose andranno sempre peggio.

Nel giro di nemmeno un anno, complice la guerra in Ucraina e tutto ciò che ne è seguito, gli europei si sentono meno sicuri. Il sondaggio di agosto mette a confronto gli orientamenti precedentemente raccolti, e risalenti all’inverno. Rispetto ad allora, il clima di sfiducia è aumentato, anche in Italia. C’è un 6pct di italiane e italiani in più a ritenere che le cose non possano che peggiorare.

Sono soprattutto l’inflazione (34pct) e i rischi legati al riscaldamento (28pct) a mettere in ansia gli europei, che vedono nel deterioramento della situazione internazionale un ulteriore motivo per essere pessimisti, con gli italiani che non fanno eccezione (33pct e  30pct rispettivamente). In queste acque agitate e incerte, l’Ue rappresenta però l’ancora di salvezza.

Aumenta il grado di apprezzamento per le istituzioni a dodici stelle e il progetto comune. Praticamente un cittadino europeo su due (49per cento) considera l’Ue come sinonimo di garanzia e affidabilità, con un consenso verso l’Unione cresciuto del 2pct. Anche in Italia si registra un aumento nell’apprezzamento per l’Unione europea (46pct, +1 rispetto allo scorso inverno), a riprova del fatto che spesso il sovranismo e la sua letteratura non rappresentano soluzioni ai problemi.

Semmai è vero il contrario. Questo il sentimento diffuso tra gli europei. Alla domanda “sei ottimista sul futuro dell’Unione europea?” risponde “sì” il 65 per cento degli intervistati, dato che in Italia sale al 67pct. Uniti è meglio, e l’Europa è qualcosa che nel bene e nel male sembra dare rassicurazioni.

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