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L'Aula di Strasburgo getta le basi per l'Unione europea della Salute
Stella Kyriakides

L'Aula di Strasburgo getta le basi per l'Unione europea della Salute

Adottati in plenaria a Strasburgo due dossier decisivi per rafforzare la competenza dell'Ue in materia di salute. Il 25 ottobre a Roma il confronto organizzato dalla redazione di Eunews sulle nuove sfide per l'Unione della salute

Bruxelles – Un passo più vicino alla costruzione di una Unione europea della Salute. La plenaria del Parlamento europeo riunita a Strasburgo ha dato oggi (4 ottobre) il via libera definitivo a due dei pilastri centrali della strategia per rafforzare le competenze dell’Ue in materia di sanità su cui nei mesi scorsi aveva raggiunto un accordo con gli Stati al Consiglio Ue: da un lato il rafforzamento del mandato del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC) -; dall’altro, il rafforzamento della capacità dell’Ue di gestire le minacce sanitarie transfrontaliere (via libera con 544 voti favorevoli, 50 contrari e 10 astensioni), come lo è stata la pandemia da COVID-19.

Ed è proprio dallo scoppio della pandemia che ha preso le mosse negli ultimi due anni la riflessione di Bruxelles sulla necessità di rafforzare le competenze dell’Ue in materia sanitaria. Il COVID-19 è la prima grande crisi sanitaria globale che l’Unione europea si è trovata a dover affrontare in maniera unita, ma verosimilmente non sarà l’unica in futuro. E’ questo il motivo per cui Bruxelles lavora a un piano per una nuova Unione della Salute presentato a novembre 2020 dalla Commissione europea con l’obiettivo di creare un sistema comune di risposta alle crisi sanitarie. Per trovarsi preparata di fronte a future crisi. In poche parole, la Commissione ha chiesto più potere dagli Stati per fronteggiare le emergenze sanitarie, dopo che la pandemia da Coronavirus ha evidenziato le carenze di un sistema europeo che non attribuisce all’Unione competenze specifiche in materia perché attribuite in maniera esclusiva agli Stati membri.

L’Aula di Strasburgo ha dato via libera con 542 voti favorevoli, 43 contrari e 9 astensioni al rafforzamento dell’Ecdc, con sede a Stoccolma, che si occuperà anche di armonizzare e gestire la raccolta dei dati sanitari a livello europeo e dovrà migliorare il coordinamento con le organizzazioni internazionali nel campo della salute pubblica, in particolare l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). Secondo l’accordo con l’altro co-legislatore, sarà istituita una task force sanitaria dell’Ue composta da esperti per assistere nella pianificazione della preparazione e della risposta degli Stati membri, potrà identificare le lacune delle strategie nazionali di risposta alle crisi e fornirgli raccomandazioni su base scientifica.

Con 544 voti favorevoli, 50 contrari e 10 astensioni, Strasburgo ha anche adottato l’accordo con gli Stati per conferire all’Ue la capacità di prevenire più efficacemente le minacce sanitarie transfrontaliere gravi e reagire in maniera più incisiva: ad esempio, la Commissione Europea potrà dichiarare formalmente un’emergenza di sanità pubblica a livello dell’Unione e vengono introdotte procedure per l’acquisto congiunto di medicinali e dispositivi medici e prevede la possibilità di limitare le attività parallele di acquisto e negoziazione da parte dei paesi partecipanti, nel caso di prodotti acquistati congiuntamente a livello dell’UE. “Il voto di oggi, ha commentato in un tweet la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, è il risultato di un buon lavoro e della cooperazione tra Stati membri e Europarlamento”.

Il mandato rafforzato dell’ECDC è solo uno dei pilastri del piano di Bruxelles per nuova Unione della Salute, che conta tre novità legislative importanti: il rafforzamento del mandato dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA), quello dell’ECDC di Stoccolma per conferirgli più margine di manovra per raccogliere dati da parte degli Stati ed emettere raccomandazioni e una nuova proposta di legge per far fronte in maniera unitaria alle minacce sanitarie transfrontaliere. Questi tre pilastri sono suggellati dalla nascita della nuova HERA, l’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie.

Le nuove sfide dell’Unione europea della salute saranno al centro dell’evento “Pandemia, strategia farmaceutica e transizione ecologica: le sfide dell’Unione della salute e la guerra in Ucraina” organizzato dalla redazione di Eunews e Gea, con il patrocinio dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, che si terrà a Roma martedì 25 ottobre, presso il Royal Space di Via Merulana 248. L’evento si aprirà con un intervento di Sandra Gallina, Direttrice generale della DG SANTE della Commissione europea, che ha avuto un ruolo centrale durante tutto l’arco della pandemia COVID-19 e sarà articolato attraverso quattro panel: “Gestione delle pandemie e risposta alle emergenze sanitarie: la nuova Authority UE e il rapporto con gli Stati membri“; “Affrontare le pandemie: il dialogo tra scienza e cittadini“; “Nuova strategia farmaceutica UE: dalla ricerca e sviluppo alla distribuzione dei farmaci, verso un nuovo paradigma di sostenibilità ambientale, sociale ed economica“; “Come declinare l’Unione della salute sui territori: il ruolo delle regioni“.

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