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Eurozona, 2,2 per cento in più di inflazione nel 2023, con 1,4 per cento di crescita in meno
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Eurozona, 2,2 per cento in più di inflazione nel 2023, con 1,4 per cento di crescita in meno

L'indagine Bce tra i sondaggisti specializzati conferma un deterioramento della situazione, con ripercussioni per l'occupazione. Pesano il caro-energia e un'accresciuta incertezza generale

Bruxelles – Sempre peggio. Le cose non migliorano e gli esperti del campo sono pronti a scommettere che l’inflazione aumenterà ancora, oltre le attese. Non solo. La crescita dell’eurozona si contrae di oltre un punto il prossimo anno. Il tradizionale sondaggio della Banca centrale tra gli istituti di previsione ridisegna gli scenari. Complici prezzi dell’energia e dei generi alimentari, considerati i principali fattori, l’inflazione è adesso attesa al 5,8 per cento nel 2023 e al 2,4 per cento nel 2024, vale a dire 2,2 e 0,3 punti percentuali in più rispetto al ciclo di indagine precedente. Ma la verità vera è che “per gli orizzonti di breve e medio termine, l’incertezza sulle prospettive di inflazione è tornata a salire a livelli record”.

Per queste ragioni gli analisti non solo non si sentono di mostrare ottimismo, ma rivedono al ribasso i rendimenti economico-produttivi dei Paesi con la moneta unica. Le aspettative di crescita del Prodotto interno lordo si attestano al 3 per cento per il 2022, allo 0,1 per cento per il 2023 e all’1,6 per cento per il 2024. Facendo il raffronto con l’indagine di luglio, si registra un +0,2 per cento per l’anno in corso, ma riduzione di 1,4 punti percentuali per il prossimo anno e rallentamento di ulteriori 0,2 punti percentuali per il 2024.

Gli orientamenti confermano i timori manifestati dalla stessa presidente della Bce, Christine Lagarde, che paventa rischi di recessione pur non fornendo numeri su cui l’Eurotower cominicia a lavorare. Se i numeri dovessero trovare conferma nei mesi a venire, una crescita ‘zero’ nel 2023 vorrebbe dire almeno scongiurare lo scenario nero che pure il team di Lagarde ha considerato, quello di un Pil a -0,9 per cento.

Un deterioramento della performance economica si traduce automaticamente in ricadute, negative, sull’occupazione. Adesso l’aspettativa per il tasso di senza lavoro sono 6,8 per cento nel 2022, 7,1 per cento nel 2023, e 7 per cento nel 2024, vuol dire, rispettivamente, +0,1 punti percentuali per il 2022 e +0,4 punti percentuali per il 2023 e 2024. L’incertezza sulle aspettative sul tasso di disoccupazione è leggermente aumentata per tutti gli orizzonti.

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