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Il Valencia batte l'Ue in Corte di giustizia, non dovrà restituire 75 milioni di euro
Una formazione del Valencia. Il club non dovrà restituire i 75 milioni di euro come richiesto dall'Ue [foto: Wikimedia Commons]

Il Valencia batte l'Ue in Corte di giustizia, non dovrà restituire 75 milioni di euro

I giudici di Lussemburgo confermano il pronunciamento del Tribunale e respingono l'impugnazione di Bruxelles. L'Antitrust comunitario ha basato le accuse su supposizione, non dimostrandole coi fatti

Bruxelles – Valencia-Commissione europea 75-0. Il risultato, piuttosto netto, è quello della partita tutta legale tra il club calcistico spagnolo e l’esecutivo comunitario, e riassume la decisione della Corte di giustizia dell’Ue: la società non dovrà restituire i 75 milioni di euro ricevuti tra il 2009 e il 2010 e considerati come aiuti di Stato illegali ai sensi delle regole comunitarie.

Quello che è accaduto è che l’Instituto Valenciano de Finanzas (IVF) – l’istituto finanziario della Generalitat Valenciana, il governo della Comunità autonoma di Valencia,  ha concesso alla Fundación Valencia, associazione collegata alla società calcistica Valencia CF, due garanzie per un prestito bancario di 75 milioni di euro, grazie al quale ha acquisito il 70,6 per cento delle azioni del club. La Commissione Juncker ha ritenuto che in questo modo sia sia aiutato irregolarmente il club ad una ristrutturazione finanziaria, ordinando il recupero. A marzo 2020, su ricorso del club sette volte campione di Spagna, il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione della Commissione.

Il Tribunale vide “errore manifesto di valutazione” da parte dell’Antitrust a dodici stelle, che correttamente considerò il club calcistico del Valencia come in difficoltà, ma sbagliò a presumere che la ricapitalizzazione della fondazione seguita a sostegno pubblico fosse l’unico modo per salvare il club in difficoltà. L’errore fu di ritenere che nessun istituto finanziario si sarebbe fatto garante di un’impresa in una situazione del genere e, di conseguenza, che sul mercato non fosse possibile trovare alcun parametro corrispondente per il premio di garanzia.

La Commissione ha contestato la scelta del Tribunale, presentando obiezione alla Corte che adesso riconosce una volta di più le ragioni del Valencia. L’esecutivo comunitario non ha saputo dimostrare le accuse, e “la Commissione non può supporre che un’impresa abbia beneficiato di un vantaggio che costituisce un aiuto di Stato basandosi semplicemente su una presunzione negativa, fondata sull’assenza di informazioni che le consentano di giungere alla conclusione contraria”, in mancanza di altri elementi atti a dimostrare positivamente l’esistenza di un simile vantaggio. Insomma, ancora volta, l’Ue ha sbagliato. E’ già successo che contro le squadre de La Liga la Commissione perdesse la sua partita legale. La storia si ripete ancora. Valencia batte Commissione 75 (milioni) a zero.

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