HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
Debolezza del mercato del lavoro, in Italia riguarda oltre 6,3 milioni di persone

Debolezza del mercato del lavoro, in Italia riguarda oltre 6,3 milioni di persone

L'incapacità di soddisfare domanda e offerta nel Paese è in aumento dal 2019. Riguarda il 22,8 per cento del totale della forza lavoro potenziale italiana, con picchi oltre il 40 per cento nel Mezzogiorno

Bruxelles – Offerta e domanda di lavoro, l’Italia ha una problema. Tra i disoccupati veri e propri, quanti cercano senza trovare, tra chi vorrebbe lavorare più del part-time, chi potrebbe farlo ma preferisce non farlo e chi invece cerca ma non per l’immediato, ci sono oltre 6,3 milioni di uomini e donne di età compresa tra i 15 e 74 anni a non essere correttamente integrate nel mercato del lavoro. E’ quella viene definita “debolezza” del mercato del lavoro, che nel 2021 tocca il 22,8 per cento del totale della forza lavoro potenziale italiana. Un dato superiore alla media dell’Ue, dove il tasso si ferma al 14 per cento.

I dati Eurostat pubblicati, mostrano anche una situazione variegata per il sistema Paese. In Campania, Calabria e Sicilia, l’indice di debolezza occupazionale superiore al 40 per cento. Ci sono almeno quattro cittadini su dieci che vorrebbero lavorare, che vorrebbero farlo di più, che preferiscono percepire il reddito di cittadinanza, che aspettano. Le regioni meridionali dell’Italia sono citati dall’istituto di statistica europea come esempio di maggiore criticità. “Le quote più elevate di inattività del mercato del lavoro, pari ad almeno il 24 per cento della forza lavoro allargata, si concentravano in sette regioni in Spagna e in Italia, sei regioni in Grecia, nonché le cinque regioni più periferiche regioni della Francia”.

Complessivamente, nel Paese, questa debolezza del mercato del lavoro è in continua crescita dal 2019, quando italiani e italiane incapaci di far coincidere le necessità lavorative proprie con quelle aziendali erano 6,1 milioni. In due anni si sono aggiunte oltre 200mila persone, con un incremento di 60mila unità tra il 2020 e il 2021.

Un’altra sfida per l’Italia e l’eurozona, già alle prese con l’invecchiamento della popolazione in età da lavoro. I dati richiamano l’attenzione dei governi sulle azioni che servono per un mercato del lavoro più efficiente e in grado di rispondere alle sfide delle transizioni verde e digitale, che richiederanno qualifiche e creazione di un lavoro che ancora fa tanta fatica a mettere d’accordo domanda e offerta.

ARTICOLI CORRELATI

Stretta Ue sugli imballaggi, la Commissione propone obiettivi di riuso per ridurre i rifiuti e rassicura l'Italia:
Economia

Stretta Ue sugli imballaggi, la Commissione propone obiettivi di riuso per ridurre i rifiuti e rassicura l'Italia: "Molto è stato fatto, ma vogliamo di più"

Nel quadro del pacchetto sull'economia circolare, la Commissione propone la controversa revisione della direttiva imballaggi che ha destato preoccupazione in Italia. Il vice presidente Timmermans in italiano chiarisce che “nessuno vuole mettere fine alle pratiche di riciclo che funzionano bene o mettere in pericolo gli investimenti”