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    Home » News » Inquinamento, i rumori nocivi aggrediscono i bambini europei: difficoltà di lettura per 550 mila e comportamentali per 60 mila

    Inquinamento, i rumori nocivi aggrediscono i bambini europei: difficoltà di lettura per 550 mila e comportamentali per 60 mila

    Emerge dal rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente (Aea) secondo cui il traffico stradale è responsabile per oltre l'80 per cento dei casi. Tra le soluzioni, l'introduzione di limiti di velocità più bassi, la piantumazione di alberi come barriera fonoassorbente, la progettazione degli edifici per ridurre l'esposizione e l'uso delle tecnologie come pavimentazioni, pneumatici e aeromobili a basso rumore

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    13 Dicembre 2024
    in News
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    Bruxelles – In Europa oltre mezzo milione di bambini soffre di capacità di lettura compromesse e quasi 60 mila hanno difficoltà comportamentali. Il motivo? L’inquinamento acustico. E’ la fotografia scattata dal rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (Aea) da cui emerge che più di un europeo su cinque è esposto a rumori nocivi a lungo termine che derivano dal trasporto stradale, ferroviario e aereo.

    “Il rumore ambientale proveniente da fonti di trasporto come veicoli, treni e aerei è tra i fattori ambientali più dannosi per la salute in Europa dopo l’inquinamento atmosferico. Vivere in un’area interessata dal rumore dei trasporti è associato a un rischio aumentato di sviluppare un’ampia gamma di problemi di salute, tra cui malattie cardiovascolari, metaboliche e di salute mentale”, scrive l’Agenzia. “L’esposizione cronica al rumore dei trasporti può anche avere effetti negativi sui bambini, soprattutto perché si trovano in una fase importante di apprendimento e sviluppo. Prove crescenti suggeriscono che i bambini esposti al rumore dei trasporti a scuola o a casa hanno maggiori probabilità di soffrire di determinati tipi di problemi cognitivi, di apprendimento, comportamentali e obesità“, precisa l’Aea. “Inoltre, recenti studi sullo sviluppo cognitivo negli adolescenti hanno scoperto che il rumore del traffico era associato all’ansia e che l’esposizione precoce al rumore dei trasporti potrebbe anche portare a problemi di salute mentale in età adulta”, evidenzia.

    Il rapporto, intitolato ‘L’effetto del rumore ambientale sulla capacità di lettura e sul comportamento dei bambini in Europa’, dimostra che oltre il 20 per cento della popolazione dell’Ue, compresi i bambini, vive in aree in cui i livelli di rumore del traffico sono dannosi per la salute e, in molte aree urbane, questa percentuale raggiunge il 50 per cento. Circa 14 milioni di bambini di età compresa tra 6 e 17 anni in Europa (comprese Islanda, Norvegia e Svizzera) sono esposti a livelli medi di rumore dei trasporti di 55 dB o superiori, ma prove recenti indicano che il rischio di problemi cognitivi e comportamentali nei bambini inizia ad aumentare nelle scuole anche con livelli esterni inferiori a questa soglia e altri studi rilevano effetti negativi dati dall’esposizione dei bimbi al rumore del traffico a casa.

    Secondo le stime, circa 550 mila casi di compromissione della capacità di lettura all’anno sono dovuti al rumore dei trasporti in Europa – l’84 per cento dei casi è da rincondursi al rumore del traffico stradale, il 15 per cento a quello ferroviario e l’1 per cento a quello aereo – e circa 60 mila casi di difficoltà comportamentali all’anno sono dovuti al rumore ambientale dei trasporti in Europa, con la maggioranza dei casi (circa l’86 per cento) legata al traffico stradale. E la realtà potrebbe essere addirittura peggiore perché l’Agenzia puntualizza che le stime sono in difetto dal momento che i dati “non coprono in modo esaustivo tutte le strade, le reti ferroviarie, gli aeroporti e gli agglomerati”, ma “solo strade percorse da oltre tre milioni di veicoli all’anno, ferrovie con oltre 30 mila treni all’anno, aeroporti con oltre 50 mila movimenti all’anno e agglomerati con oltre 100 mila abitanti”. In più, “non tutte le città mappano il rumore stradale e ferroviario su tutte le strade, o addirittura sulla maggior parte di esse. Alcune città mappano la maggior parte delle loro strade, mentre altre mappano solo le strade più trafficate. Di conseguenza, non solo c’è una sottostima degli impatti”, precisa il report.

    Rispetto alle misure di contrasto, l’Agenzia ha spiegato che, “attualmente, esiste un numero esiguo di misure politiche che limitano l’esposizione dei bambini al rumore dei trasporti” e che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha formulato le raccomandazioni “più pertinenti” che chiedono che i livelli di rumore nei cortili delle scuole non superino i 55 dB, mentre i livelli di rumore nelle aule al chiuso non superino i 35 dB. In questo contesto, “ridurre l’esposizione dei bambini al rumore ambientale derivante dal trasporto stradale, ferroviario e aereo a casa e a scuola può aiutare a ridurre i casi di difficoltà di lettura e problemi comportamentali”, secondo il rapporto. E gli studi hanno scoperto che livelli ridotti di rumore dei trasporti possono aiutare ad attenuare gli effetti negativi sui bambini, che includono deficit nelle funzioni cognitive, elevati biomarcatori dello stress e una minore qualità della vita percepita, evidenziando i potenziali benefici delle strategie di riduzione del rumore. “È importante notare che alcune ricerche mostrano anche che i deficit cognitivi possono diminuire nel tempo una volta eliminata la fonte di rumore. Ciò sottolinea la necessità di azioni tempestive e di una pianificazione a lungo termine nelle aree in cui i bambini possono essere esposti al rumore dei trasporti. Inoltre, studi che valutano interventi come modifiche edilizie nelle scuole hanno dimostrato miglioramenti in termini di maggiore concentrazione degli studenti e riduzione dell’aggressività”, osserva l’Agenzia.

    Le proposte dell’Agenzia Ue per l’Ambiente

    Perciò, l’Agenzia propone delle azioni di intervento che si inscrivano in un approccio completo che combini misure basate sulla fonte, una migliore pianificazione urbana e dei trasporti e sostanziali riduzioni del traffico stradale nelle aree urbane. Questo perché “interventi localizzati come la costruzione di barriere antirumore avvantaggiano principalmente coloro che si trovano in un’area specifica”, lasciando inalterato il contesto più ampio.

    Tra le misure che l’Agenzia propone ci sono la progettazione di edifici scolastici per ridurre al minimo l’esposizione al rumore esterno e le politiche volte a ridurre le emissioni di rumore stradale, ferroviario e aereo nelle aree residenziali con limiti di velocità più bassi, misure di moderazione del traffico e restrizioni operative negli aeroporti e per le ferrovie. Si raccomanda anche di piantare alberi, arbusti o installare terrapieni attorno agli edifici scolastici a mo’ di barriera antirumore naturale; di utilizzare tecnologie di riduzione del rumore nelle infrastrutture di trasporto come pavimentazioni a basso rumore, pneumatici a basso rumore, aeromobili a basso rumore e di creare aree silenziose designate attorno alle scuole e alle zone residenziali come zone cuscinetto. Tra le altre misure definite ci sono la realizzazione di finestre insonorizzate, barriere antirumore, porte isolate e pannelli; il posizionamento di scuole e stanze in casa lontano dalle aree interessate dal rumore del trasporto, laddove possibile, e di realizzare programmi di sensibilizzazione all’inquinamento acustico per studenti e personale.

    Infine, l’Aea ricorda che il Piano d’azione per l’inquinamento zero dell’Ue mira a ridurre del 30% entro il 2030 (rispetto al 2017) il numero di persone cronicamente disturbate dal rumore dei trasporti. “Tuttavia, in base alle valutazioni attuali, si ritiene che questo obiettivo non sarà raggiunto“, conclude.

     

    Tags: aeaambientebambiniinquinamento sonoroproblemi comportamentalirumoretrasportiue

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