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    Home » Politica Estera » Lagarde spinge l’integrazione economica dell’Ucraina: “Rafforza il Paese e l’Europa”

    Lagarde spinge l’integrazione economica dell’Ucraina: “Rafforza il Paese e l’Europa”

    La presidente della Bce a Kiev: "E' mossa strategica e di prosperità". Da maggiori legami bilaterali benefici per export e innovazione nel settore della difesa

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Giugno 2025
    in Politica Estera
    Ucraina

    Ue- Ucraina [foto: European Council]

    Bruxelles – “Legami più stretti con i Paesi limitrofi dell’Europa possono costituire una solida base affinché l’Ucraina possa ricostruirsi e uscirne rafforzata”. Tradotto: integrazione economica di Kiev nell’Ue, in attesa di un processo politico che può richiedere anni. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, traccia per i leader dell’Ue quella che secondo lei è la rotta da seguire nel delicato percorso di inclusione dell’Ucraina. Lo fa proprio dalla capitale ucraina, dove la Banca centrale del Paese organizza la conferenza sull’integrazione economica e finanziaria.

    C’è chi frena, nell’Ue, su un ingresso dell’Ucraina nel club a dodici stelle. E’ soprattutto l’Ungheria di Viktor Orban a far mancare l’unanimità necessaria, per ragioni pratiche: l’Ucraina, in questo momento, è un Paese in guerra e, sostiene il governo di Budapest, far entrare un Paese in guerra senza che questa sia finita vorrebbe portare il conflitto nell’Ue e trascinare l’Ue nel conflitto. Inoltre le frontiere ucraine, che in prospettiva sarebbero frontiere esterne dell’Unione europea, non sono definite. Insomma, non si può.

    Lagarde però offre argomentazioni utili a un’integrazione economica. “In media, i Paesi che hanno aderito all’Ue nel 2004 hanno quasi raddoppiato il loro Pil pro capite negli ultimi due decenni”, ricorda la presidente della Bce a proposito degli Stati dell’est Europa, quelle ‘ex satelliti’ dell’Unione sovietica. “Tra il 2004 e il 2019, i nuovi Stati membri dell’Ue hanno visto il loro Pil pro capite crescere del 32 per cento in più rispetto a paesi non Ue comparabili”. Insomma, l’Ucraina può crescere, facendo crescere l’Europa.

    La presidente della BCE, Christine Lagarde [archivio]
    Da un punto di vista commerciale, “il partner più importante d’Europa è l’Europa stessa: circa il 65 per cento delle esportazioni dell’area dell’euro va ad altri paesi europei, tra cui Regno Unito, Svizzera e Norvegia”. Alla luce di questo dato ha ancor più senso rafforzare i legami con l’Ucraina, tanto più che “l’aumento degli scambi all’interno della nostra regione può aiutare a compensare le perdite nei mercati globali“, sottolinea ancora Lagarde in riferimento alle scelte statunitensi in termini di dazi e la decisione cinese di imporre restrizioni al proprio export di materie prime.

    Sempre guardando all’attualità, con un’Europa desiderosa di rilanciare la propria industria della difesa in nome di accresciute esigenze di sicurezza, non va dimenticata “l’industria dei droni dell’Ucraina, che è diventata una delle più avanzate nella regione“. I droni, tecnologie su cui la stessa Europa peraltro spinge, sottolinea ancora Lagarde, “non sono solo una componente fondamentale della guerra moderna, ma anche una tecnologia con effetti sostanziali di ricaduta e applicazioni a duplice uso di vasta portata”. In breve, “sia per gli attuali membri dell’Ue sia per i paesi vicini come l’Ucraina, l’integrazione regionale rappresenta sia una via verso la prosperità sia un’ancora strategica in un mondo sempre più frammentato”.

    Lo slancio di Lagarde ben si coniuga con quelle che sono non solo le intenzioni ma le azioni della Commissione europea che, attraverso il libro bianco sulla difesa, che Eunews ha interamente tradotto in italiano, ha avviato di fatto l’integrazione dell’Ucraina nel mercato unico dell’industria della difesa. Certo, ammonisce la presidente della Bce, Kiev dovrò fare la propria parte, che vuol dire riforme. “I vantaggi dell’integrazione non sono né automatici né permanenti. Mantenerli dipende da una riforma continua”. in questo percorso, ribadisce, “le riforme devono anche apportare miglioramenti tangibili alla vita delle persone, e farlo in modo relativamente rapido”.

    Tags: Banca Centrale europeabceChristine Lagardecommerciodifesadroniexportintegrazionesicurezzaucraina

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