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    Home » Politica » Sostenibilità, migranti e bilancio: la Commissione alla prova dei dossier per il futuro dell’Ue

    Sostenibilità, migranti e bilancio: la Commissione alla prova dei dossier per il futuro dell’Ue

    Già da settembre von der Leyen dovrà dire se intende lavorare con socialisti e verdi o se con la destra, con i rischi politici del caso. L'ultimo trimestre del 2025 sarà un banco di prova per le maggioranze

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    21 Luglio 2025
    in Politica
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    Bruxelles – La fiducia alla Commissione europea e alla sua presidente, Ursula von der Leyen, è stata confermata e l’esecutivo comunitario potrà riprendere fiato durante la pausa estiva senza troppi scossoni. Ma dalla ripresa delle attività in avanti, sarà un continuo mettere alla prova l’operato di Bruxelles nella ricerca di una sua maggioranza di riferimento.

    I lavori riprenderanno da dove si sono chiusi, con il bilancio pluriennale (Mff 2028-2034). La proposta messa sul tavolo mercoledì 16 luglio non è stata accolta con entusiasmo. Al contrario, il Parlamento è stato netto nel criticarla. Il 3 settembre il collegio presenterà il secondo insieme di proposte legate al budget settennale. E’ il primo banco di prova per la Commissione, il cui principale compito politico è lavorare con la maggioranza formata da popolari (Ppe), socialisti (S&D), liberali (Re) e Verdi. E’ ciò che è stato chiesto dall’Aula in cambio della fiducia. Eppure in agenda i temi con cui il Ppe di von der Leyen potrebbe strizzare l’occhiolino alla destra non mancano, ed è proprio questo il vero nodo della legislatura europea.

    Per il quarto trimestre dell’anno è attesa la strategia europea sulla migrazione e l’asilo, testo non legislativo ma che potrebbe tornare utile per una stretta alle politiche di gestione dei flussi come preferibile per conservatori e sovranisti. Per ciò che riguarda il filone decarbonizzazione e competitività, sono attese la strategia per la bio-economia e la revisione mirata del regolamento Reach sull’autorizzazione e la restrizione delle sostanza chimiche. Il piano d’azione in materia è già stato bocciato da Verdi e socialisti, a riprova del gioco pericoloso scelto da von der Leyen per il prosieguo di una legislatura dove il sostegno di Verdi e ancor più socialisti resta comunque fondamentale per la squadra di commissari. Ancora, sempre entro fine anno è attesa la proposta di revisione del regolamento sulla divulgazione della finanza sostenibile, altro file che rischia di essere scivoloso. 

    Von der Leyen avrà la fiducia, ma nell’Ue i punti interrogativi non scompariranno

    Il partito popolare europeo, e di riflesso il suo gruppo in Parlamento, hanno deciso di ammorbidire le ambizioni dell’agenda di sostenibilità. Se i precedenti cinque anni sono serviti per fare il Green Deal, questa legislatura sta servendo per disfarlo, grazie al contributo di conservatori (Ecr) e sovranisti (PfE), a cui il Ppe ha chiesto e continua a chiedere voti. Come la Commissione intende lavorare da qui in avanti è il vero nodo da sciogliere, e il vero snodo di questo corso politico a dodici stelle.

    Nel frattempo la Commissione e la sua presidente dovranno continuare a cercare i voti di socialisti e verdi, a cominciare dal delicato dossier di bilancio, su cui il consenso di questi gruppi diventa fondamentale. Con il gruppo S&D animato da malumori e una pazienza quasi al limite, c’è un rischio concreto di vedere staccata la spina.

    Nel grande doppiogiochismo orchestrato da Manfred Weber, presidente del Ppe, i popolari potrebbero offrire ‘contentini’ su diritti sociali e lavoro, temi che restano a cuore dei socialisti e dei verdi. Ma sono, appunto, specchietti per le allodole. Le proposte attese entro fine anno (il nuovo piano d’azione per attuare il Pilastro europeo dei diritti sociali, la roadmap per posti di lavoro di qualità, l’agenda dei consumatori) si riferiscono a materie su cui la Commissione europea non ha competenze. Sono materie di competenza nazionale e tutto ciò che verrà prodotto avrà natura non legislativa. Dovranno essere bravi socialisti e verdi a non cadere nel tranello pronto, e dovrà fare attenzione von der Leyen a non scherzare troppo col fuoco.

    C’è dunque tempo per riflettere, sulla scia di una pausa che le istituzioni europee come di consueto si stanno già concedendo. Ma già da inizio settembre si capirà che direzione imboccherà questa Commissione, se von der Leyen intenderà ricercare quella maggioranza originaria che porta il suo nome o se invece il suo partito continueranno, con tutte le implicazioni e i rischi del caso, lungo il sentiero percorso sin qui.

    Tags: alleanzegreen dealimmigrazionelegislatura europeamaggioranzamaggioranza ursulasostenibilitàueursula von der leyen

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