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    Home » Difesa e Sicurezza » L’Austria può aumentare la spesa pubblica in nome della difesa, l’UE dà l’OK

    L’Austria può aumentare la spesa pubblica in nome della difesa, l’UE dà l’OK

    Nonostante una procedura per deficit eccessivo aperta il consiglio Ecofin consente di sospendere il patto di stabilità interno per permettere di sostenere l'agenda di sicurezza comune

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Febbraio 2026
    in Difesa e Sicurezza
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    Bruxelles – In nome della difesa spendere si può, anche se ci si trova sotto la stretta sorveglianza europea per ragioni di deficit eccessivo. È il messaggio che arriva dalla riunione del Consiglio Economia e Finanza (Ecofin) di oggi (17 febbraio) che autorizza l’Austria a sospendere il Patto di stabilità interno e permettere così l’uso di finanza pubblica per sostenere gli investimenti nel settore della difesa. I ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 hanno dato il via libera all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal Patto di stabilità e crescita, il dispositivo che consente la sospensione temporanea delle regole di controllo della spesa pubblica. 

    La clausola copre un periodo di quattro anni e un massimo dell’1,5 per cento del Prodotto interno lordo in termini di flessibilità sulla spesa, vale a dire il non conteggio dello scostamento dei parametri di deficit (3 per cento in relazione al PIL) e al debito (60 per cento in relazione al PIL) ai fini del calcolo dei disavanzi. 

    La flessibilità prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale non avrà alcun effetto sull’impegno costante dell’Austria a far fronte al suo attuale disavanzo eccessivo, viene specificato a Bruxelles, “a condizione che la flessibilità venga utilizzata per aumentare la spesa per la difesa”, e solo quel tipo di spesa. L’uso di finanza pubblica in altri ambiti o settori non verrà tollerata.

    La decisione presa in sede di consiglio Ecofin spicca se si considera che nei confronti dell’Austria in estate è stata avviata una procedura per deficit eccessivo. Il Paese deve dunque correggere i propri squilibri con un calendario stabilito (il limite massimo concesso per tornare sotto la soglia del 3 per cento è alla fine del 2028) e a tappe forzate (il tasso di crescita nominale della spesa netta non deve superare il 2,6 per cento nel 2025, il 2,2 per cento nel 2026, il 2,2 per cento nel 2027 e il 2 per cento nel 2028).

    “La misura aiuterà l’Austria a passare a una maggiore spesa per la difesa a livello nazionale senza mettere a rischio la sostenibilità del suo debito“, sostiene la presidenza cipriota del Consiglio dell’UE, convinta della necessità di questa decisione data l’agenda europea.

    A oggi altri 16 Stati membri dell’UE hanno ottenuto l’approvazione delle loro richieste di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Si tratta di Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. L’Austria porta a 17 il numero complessivo di Stati membri che sforano in nome della difesa.
    Tags: austriaconsiglio ueconti pubbliciecofinspesa pubblica

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