Bruxelles – Guai ad aumentare i tassi di interesse, ‘no’ all’assenza di flessibilità e cambi di rotta. La guerra in Medio Oriente e il rialzo dei prezzi dell’energia mettono l’Italia sul ‘chi va là!’, con il governo che invita a risposte ponderate. La situazione in atto pone il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nella condizione di dettare condizioni, una su tutte: niente aumento dei tassi. “Il rischio economico è di nuovo la fiammata provocata dall’aumento dei prezzi dell’energia e sarebbe grave pensare che la soluzione possa passare per una stretta monetaria“, scandisce in occasione della riunione dei ministri dell’Economia del G7, prima della riunione dell’Eurogruppo.
Che si tratti di Fed o di Banca centrale europea, di fronte al rischio di stagflazione paventato l’idea di rendere più costoso prestare denaro vorrebbe dire colpire ancora di più la crescita. Il titolare del Tesoro questo monito lo rivolge anche ai partner europei, ricordando loro che una difficoltà economica tricolore sarebbe un problema per tutti. Il caro-energia “per noi distrugge il potere d’acquisto delle famiglie e altera la competitività delle nostre imprese“, scandisce durante la riunione dell’Eurogruppo. Tradotto: attenti a come ci si muove, perché l’Italia potrebbe risentirne. Attenzione alle scelte che si intenderà compiere, perché l’Italia potrebbe anche mettersi di traverso in un momento in cui la prontezza delle risposte diviene fondamentale.
L’Italia chiede quindi un cambio di rotta profondo in materia di politiche per l’energia. Serve un cambio di passo a livello europeo, perché l’UE sono troppo esposti alla volatilità degli eventi geopolitici. “L’instabilità energetica mette a rischio non solo la competitività delle nostre aziende ma anche la nostra sicurezza economica“, avverte il ministro dell’Economia, in quello che suona da invito a procedere agli accorgimenti che servono per sostenere un’economia nazionale già considerata anemica prima della crisi mediorientale.
Giorgetti pone l’Italia al centro del suo intervento, ricordando il peso specifico del sistema Paese, “leader in Europa per produzione manifatturiera” e comunque a rischio poiché lo Stivale “non ha indipendenza energetica”, come del resto tutta l’Unione europea. E’ qui che giunge l’invito a far uscire il club dei Ventisette, Italia compresa, da una situazione strutturale che pesa e che sempre più rischia di pesare sulla competitività di tutti.
Per questa ragione, incalza Giorgetti, “l’Europa per noi dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle adottate nel 2022 all’indomani dell’attacco russo contro l’Ucraina”. Si tratta, precisa di “agire subito stoppando i prezzi dell’energia prima che si diffondano su tutti i beni di consumo come nel 2022”, insiste. Parole e richieste che confermano una volta di più la gravità del momento e il senso di inquietudine che anima governo e Unione europea.
![Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti (destra), con il commissario per l'Econonia, Valdis Dombrovskis [Bruxelles, 9 marzo 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/giorgetti-dombrovskis-750x375.jpg)

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