Bruxelles – Italia, il debito pubblico aumenta più del previsto. I dati diffusi oggi (22 aprile) da Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’Unione Europea, indicano che alla fine del 2025 il rapporto debito/PIl si attesta al 137,1 per cento, ben 0,7 punti percentuali in più rispetto a quanto previsto dalla Commissione europea nelle previsioni economiche di autunno dello scorso novembre (136,4 per cento). L’aggiornamento delle stime sui conti pubblici di Unione europea ed eurozona non sorridono al governo Meloni, chiamato a risanare lo stato di finanze pubbliche dalla traiettoria contraria alle regole comuni in materia di bilancio.
Le cifre prodotte dall’istituto di statistica europeo non aiutano i partiti di maggioranza nella loro richiesta di sospensione del Patto di stabilità, rinnovata non più tardi di ieri (21 aprile), dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Con i conti tricolore in questa condizione allentare ulteriormente i tetti di spesa risulterebbe difficile a livello UE. Soprattutto, i dati Eurostat accendono i riflettori sull’Italia e la possibilità che già alla fine del 2026 il livello di debito pubblico superi quello ellenico, in fase calante (dal 177,8 per cento in rapporto al PIL nel 2022 al 146,1 per cento alla fine del 2025).
Non rientra nel mandato e nel ruolo di Eurostat fare previsioni, quelle le produrrà la Commissione europea a metà maggio: è in quell’occasione che si saprà cosa ci si attende dall’Italia. Il Fondo monetario internazionale, intanto, ha già predetto che alla fine del 2026 avverrà il sorpasso: secondo le stime il FMI considera che il rapporto debito/PIL dell’Italia toccherà quota 138,4 per cento, contro il 136,9 per cento della Grecia. Non certo un bel biglietto da visita per l’Italia e il governo Meloni, che si trovano a perdere il confronto con il Paese dell’eurozona simbolo della crisi economica e della sua soluzione.
Spetterà dunque alle previsioni economiche di primavera vedere se anche per l’UE sarà ufficiale la crescita del debito italiano a livelli sempre più record e mai registrati prima. Certo i dati non sorridono. Anche per quanto riguarda il deficit, Eurostat con i suoi dati certifica l’incapacità dell’Italia di rientrare all’interno della soglia del 3 per cento in rapporto al PIL, prevista dal trattati e dal Patto di stabilità quale riferimento per i conti pubblici. Anche qui la Commissione europea aveva previsto 3 per cento al termine del 2025, ma Eurostat dice 3,1 per cento. Per l’Italia una bocciatura.

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