Bruxelles – OGM, è scontro tra Commissione UE e Parlamento europeo. Gli eurodeputati si apprestano a votare una mozione di risoluzione che oppone la scelta dell’esecutivo comunitario di autorizzare coltivazione, produzione e vendita della soia geneticamente modificata MON 94637. Il testo non è vincolante, ma politicamente sconfessa l’operato del team von der Leyen. La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha già detto ‘no’ al prodotto OGM con un voto che ha registrato 45 voti favorevoli al ritiro del provvedimento, 29 contrari e 1 astenuto. C’è dunque anche una parte dei popolari (PPE) a esprimersi contro la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, e il suo collegio di commissari.
A febbraio la Commissione ha deciso di autorizzare la soia OGM MON 94637, producendo una vera e propria levata di scudi in Parlamento europeo, riproponendo divergenze e frizioni di lungo corso. Il testo di mozione di risoluzione al voto in Aula la prossima settimana chiede esplicitamente alla Commissione europea di “ritirare la proposta di decisione attuativa”, e vietare di fatto il prodotto transgenico. Questo per almeno due motivi: innanzitutto in Parlamento UE si ritiene che “la valutazione del rischio rimanga incompleta, in particolare per quanto riguarda la caratterizzazione molecolare, la valutazione tossicologica e la valutazione del rischio ambientale”.
In secondo luogo si denuncia “mancanza di prove sufficienti sugli impatti a lungo termine sulla biodiversità, sulla sicurezza alimentare, sul sostentamento degli agricoltori e sulla salute degli animali”. Per questo si intima alla Commissione di “non autorizzare la soia geneticamente modificata” come contrariamente proposto.
OGM, NGT, TEA, principio di precauzione, sicurezza alimentare: fino a dove ci possiamo spingere?
I toni dello scontro tutto inter-istituzionale risultano ancora più accessi e tesi nel passaggio della risoluzione in cui si afferma, nero su bianco, che “il progetto di decisione di esecuzione della Commissione eccede i poteri di esecuzione previsti” dal regolamento sui cibi geneticamente modificati. L’esecutivo comunitario viene dunque accusato di andare oltre il proprio mandato, motivo della levata di scudi in Parlamento europeo, con tanto di critiche e opposizione del PPE a cui von der Leyen appartiene.
La scelta di autorizzare un prodotto OGM in modo considerato frettoloso ed eccessivo porta il Parlamento europeo a esigere una riforma del sistema di autorizzazione degli organismi geneticamente modificati. Vista la mancanza di un regime chiaro che lascia libertà di scelta agli Stati membri, la mozione anti-OGM invita la Commissione europea a “presentare senza indugio una proposta legislativa di riforma della procedura decisionale sugli OGM, al fine di rispondere alle continue obiezioni del Parlamento e alla mancanza di un sostegno maggioritario qualificato da parte degli Stati membri”.
Si rinnova dunque lo scontro in materia di agricoltura e bio-tecnologie, all’indomani del voto del Consiglio UE sulle nuove tecniche genomiche (NGT) per regole chiare a sostegno del settore agroalimentare più competitivo e sostenibile. A differenza degli OGM, le NGT consentono modifiche del genoma senza l’inserimento di Dna estraneo, con una sequenza o una combinazione di sequenze della stessa specie o comunque strettamente correlata. Su queste seconde sembrano esserci meno resistenze, mentre gli OGM continuano a dividere.
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