Bruxelles – “Vogliamo che le guerre finiscano. Vogliamo la pace. Ecco perché sosteniamo la diversificazione delle risorse” energetiche “e la loro ricerca altrove, non dalla Russia“. È il messaggio diretto che l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Kaja Kallas, porta in Brunei durante la conferenza stampa a margine della 25esima riunione ministeriale tra l’UE e i Paesi dell’ASEAN (blocco che racchiude Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Vietnam). Le parole di Kallas, pronunciate di fronte alla stampa, erano in risposta a una domanda sull’interesse manifestato da alcuni Paesi dell’Associazione del sud-est asiatico all’acquisto di petrolio russo. “Naturalmente, al momento il mondo sta affrontando una crisi energetica”, ricorda Kallas. “E purtroppo, questa crisi energetica sta avvantaggiando la Russia. Vorrei solo ricordare che le entrate petrolifere sono le entrate che la Russia sta usando per finanziare questa guerra”, precisa l’ex premier estone. “Abbiamo interesse a che questa guerra finisca. E le guerre finiscono quando gli aggressori esauriscono i fondi per finanziarle, ed è per questo che è nel nostro interesse che le entrate derivanti dal petrolio russo si riducano. E questo è anche il nostro messaggio ai nostri partner in tutto il mondo che cercano la stabilità”, dettaglia.
L’incontro, svoltosi il 27 e 28 aprile 2026 a Bandar Seri Begawan, è servito anche a riaffermare la centralità dei rapporti economici tra le due regioni. “Il commercio è una base solida” della relazione UE-ASEAN, sottolinea Kallas, avvertendo però che “dobbiamo andare oltre e concentrarci sulla sicurezza perché le guerre e le minacce non rispettano i confini”.
Un dialogo che dura da quasi cinque decenni e che si fonda su un partenariato economico in costante crescita. “Il fondamento più grande è il nostro crescente partenariato economico”, ricorda l’Alta rappresentante, evidenziando come gli scambi commerciali bilaterali abbiano raggiunto nel 2024 “quasi i 400 miliardi di euro”. Numeri che rendono l’ASEAN il terzo partner commerciale dell’UE al di fuori dell’Europa, mentre l’Unione si colloca al terzo posto tra i partner globali dell’Associazione. Sul piano degli accordi, Kallas ha richiamato “due accordi di libero scambio in vigore, con Singapore e Vietnam, il recente accordo commerciale con l’Indonesia e i buoni progressi nei colloqui con Filippine, Thailandia e Malesia”.
Tuttavia, secondo le parti, una cooperazione fondata esclusivamente sul commercio non è più sufficiente. “La discussione odierna si è concentrata su come possiamo approfondire ulteriormente la nostra cooperazione. Gli ambiti in cui ciò ha più senso sono, ad esempio, la sicurezza marittima, la lotta al terrorismo e la difesa informatica. Possiamo fare di più insieme, nel pieno rispetto dei principi di neutralità e consenso dell’Asean”, spiega Kallas, intervenendo accanto al ministro degli Esteri II del Brunei Darussalam, Dato Erywan Pehin Yusof, in qualità di coordinatore nazionale delle relazioni di dialogo ASEAN-UE.
In un contesto geopolitico sempre più complesso, l’Unione europea guarda quindi con crescente attenzione al Sud-est asiatico, facendo leva su “l’interesse comune per la stabilità regionale e l’ordine internazionale basato su regole“. E, “in tempi così difficili per entrambi, le nostre discussioni alla riunione ministeriale UE-ASEAN sottolineano perché una maggiore cooperazione e partenariati più forti rappresentano la strada migliore da seguire”, aggiunge l’Alta rappresentante.
Nel corso dell’incontro, i ministri hanno riaffermato il loro impegno “nei confronti del diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite e l’UNCLOS, la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare)” e hanno sottolineato l’importanza di mantenere “la pace, la stabilità e la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale”. UE e ASEAN hanno inoltre riconosciuto che la protezione della sicurezza marittima critica richiede “uno sforzo concertato e coordinato” e, nella dichiarazione congiunta delle due parti a margine delle riunioni delle due giornate, hanno incoraggiato una “cooperazione rafforzata basata sulla condivisione delle migliori pratiche, nel rispetto del diritto internazionale”.
Infine, Bruxelles ha fornito aggiornamenti sul Global Gateway, il programma lanciato nel 2021 per sviluppare infrastrutture nei Paesi in via di sviluppo, sottolineando gli investimenti in infrastrutture sostenibili, energia pulita e connettività digitale nel Sud-est asiatico. L’ASEAN ha accolto con favore queste iniziative, considerandole un “contributo alla crescita inclusiva e di lungo periodo della regione”.

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![Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, al vertice del Consiglio europeo [Bruxelles, 23 ottobre 2025. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/10/zelensky-251023-350x250.jpg)










