Bruxelles – Basta manifestazioni a Liegi. Nessuna risposta alle istanze dei giovani e degli adulti manifestanti, ma pronta risposta alla proposta della polizia locale: da questa mattina e per almeno nove giorni è vietata qualsiasi riunione di più di tre persone nelle strade della città belga.
Lo prevede un’ordinanza illustrata questa mattina dal sindaco socialista della città, Willy Demeyer, in una conferenza stampa. L’ordinanza è stata assunta d’autorità, e il Consiglio Comunale potrà discuterla solo dopo la sua scadenza, prevista alle ore 23.00 del 16 ottobre.
Il ministro degli interni, il liberale, Bernard Quintin era questa mattina a Liegi ed ha partecipato al briefing delle forze di polizia, accompagnato da Willy Demeyer, sindaco di Liegi. Secondo il ministro, la “situazione è inaccettabile. Si ha il diritto di non essere d’accordo, ma non si ha in alcun caso il diritto di distruggere tutto e di aggredire le persone”, ha sottolineato.
“L’ordine e la tranquillità saranno ripristinati – ha aggiunto -. Saranno mobilitati tutti i mezzi necessari, in particolare la polizia federale e le forze di polizia locali”. Secondo il ministro, che evidentemente ha deciso di gettare benzina sul fuoco, “la responsabilità ricade sui genitori, sulle scuole, ma anche sul movimento antifa. Durante la settimana la scuola rimane obbligatoria. Alcuni adulti riescono a manipolare i bambini”.
La risposta degli studenti è un assembramento di un centinaio di persone davanti all’Università, con la pozia che al momento non è intervenuta.
Secondo l’ultimo bilancio diffuso, dal primo ottobre la polizia ha effettuato 158 arresti amministrativi e 36 arresti giudiziari. Sul totale di 194 arresti, ben 114 hanno riguardato minori. Quarantatré agenti di polizia sono rimasti feriti. Fino ad ora, riporta il quotidiano Le Soir, 4 indagati maggiorenni e 2 indagati minorenni sono stati deferiti alla Procura di Liegi in relazione agli episodi di violenza verificatisi a margine delle manifestazioni studentesche.









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