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    Home » Economia » Scontro Austria-Italia sui conti: “Rischio seconda Grecia, non pagheremo”. Tria: “Finora abbiamo pagato noi i debiti altrui”

    Scontro Austria-Italia sui conti: “Rischio seconda Grecia, non pagheremo”. Tria: “Finora abbiamo pagato noi i debiti altrui”

    La situazione tricolore non era nell'agenda dell'Eurogruppo, dove entra prepotentemente per le dichiarazioni che arrivano da Vienna. Intanto il Tesoro apre all'aumento dell'Iva: "Meglio un maggior peso per le imposte indirette"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Maggio 2019
    in Economia

    Bruxelles – Non si parla di Italia, ma l’Italia fa parlare di sé. L’Eurogruppo che si riunisce a Bruxelles non ha in agenda discussioni su Paesi specifici, quanto una panoramica generale sull’andamento generale. Si parlerà di Grecia, ma solo perché la repubblica ellenica è ancora oggetto di programmi di assistenza, e il suo status impone revisioni periodiche dell’attuazione degli impegni concordati con i creditori.

    L’Austria allora coglie l’occasione per accostare la repubblica italiana a quella ellenica. In una nota il ministro delle Finanze di Vienna, Hartwig Löger, evoca scenari di crisi per colpa del governo giallo-verde. “Alimentando deliberatamente la spirale del debito, non può essere più escluso che l’Italia diventi una seconda Grecia”, accusa l’austriaco. Che avverte: “Non siamo disposti a pagare per il debito italiano”. Un modo non certo dei migliori per rendere il confronto tra ministri disteso.

    Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, risponde per le rime. “Vorrei ricordare che l’Italia non chiede che qualcuno paghi per il debito”, dice arrivando nella capitale dell’UE per partecipare ai lavori. Quelli di oggi, però, perché domani all’Ecofin non ci sarà. Il titolare del Tesoro tiene a ricordare che “è l’Italia che sempre pagato i debiti altrui senza chiedere un centesimo indietro”. Da qui l’invito a “riflettere prima di parlare”. Un invito che “vale per tutti, me compreso”.

    La tensione tra Roma e Vienna è palpabile e crescente. Nei giorni scorsi era stato il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, in un’intervista a la Stampa, a esprimere gli stessi concetti ribaditi oggi dal suo ministro delle Finanze. “Ci libereremo dalla crisi solo se esisteranno sanzioni chiare verso i membri che creano indebitamento”, aveva detto Kurz, aggiungendo che “regole ferree aiuteranno ad impedire che l’Italia, ad esempio, finisca per diventare una seconda Grecia attraverso una politica del debito irresponsabile”.

    E’ dunque la prova provata che le forze sovranista possono lavorare insieme fino a un certo punto. In questa legislatura europea l’FPO di Kurz ha seduto in Parlamento europeo assieme alla Lega di Matteo Salvini, che tanto vorrebbe una grande alleanza sovranista ma che si vede rispondere ‘picche’ quando si parla di ricette economiche.

    A proposito di ricette economiche: l’Italia si avvia verso l’attivazione delle clausole di salvaguardia e l’aumento dell’Iva. Così almeno lascia intendere Tria. “Occorre distinguere tra due problemi: la pressione fiscale, che va ridotta, e la composizione della pressione fiscale”. Quanto al secondo problema, “è meglio avere un maggior peso per le imposte indirette che per quelle dirette”.

    Tags: aumento ivaaustriaconti pubblicidebito pubblicoeurogruppoeurozonagiovanni triagreciaitaliaiva

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