Bruxelles – Italia capitale europea dell’innovazione che non c’è. Non figura neppure una città tricolore tra i vincitori della competizione UE che ogni anno premia i migliori centri urbani che più si distinguono per iniziative moderne, tecnologiche, e tali da migliorare la qualità della vita di città. Il bottino messo in palio per l’edizione 2019 di iCapital, capitale dell’innovazione europea, se la spartiscono altri, a cominciare da Nantes (Francia), eletta esempio europeo d’eccellenza. A lei va 1 milione di euro, attraverso il programma Horizon2020 per la ricerca.
Poi ci sono Anversa (Belgio), Bristol (Regno Unito), Espoo (Finlandia), Glasgow (Regno Unito) e Rotterdam (Paesi Bassi), le cinque finaliste a cui vanno 100mila euro ciascuno per promuovere e potenziare le rispettive pratiche innovative. Dell’Italia poche tracce.
Erano tre le città italiane in gara sulle 28 che hanno presentato domanda. Tra Bologna, Torino e Palermo solo la prima è stata selezionata nel gruppo delle 12 semifinaliste, per poi non accedere al turno successivo. Un dato complessivo che certifica ritardi e problemi del Paese quando si tratta di produrre soluzioni di nuova generazione ai problemi di tutti i giorni.
Dal 2014 a oggi nessuna città italiana si è mai fregiata del titolo di capitale europea dell’innovazione, e solo nel 2016 una città si è vista premiare. E’ il caso di Torino, che ha ricevuto 100mila euro in quanto finalista perdente. Poca cosa, dunque. Ma sorprende fino a un certo punto, visto che l’Italia da anni ormai è ferma tra i Paesi a “moderato” tasso di innovazione. Il risultato di oggi non è che un’ulteriore riprova dei problemi del sistema Paese. E dire che l’Italia ha anche superato la Germania per finanziamento a sostegno del settore. Le difficoltà a essere competitivi dovrebbero essere minori, ma si vede che i ritardi erano tali che servirà molto per recuperarli.

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