Bruxelles – C’è anche l’Italia a rappresentare il noto programma Eramsus+, che permette ogni anno a migliaia di studenti di poter viaggiare, studiare e formarsi anche al di fuori dei confini nazionali. A portare la sua esperienza in Parlamento Europeo è il liceo umanistico linguistico di Bologna, “Laura Bassi”. L’istituto è dal 2018 tra i coordinatori del progetto internazionale “No man is an Island” (NOMI), che avrà termine nel 2021. Il nome del programma si ispira ai versi del celebre poeta inglese John Donne, che a inizio 17esimo secolo inneggiava alla reciprocità tra gli uomini. Nessun uomo è solo a questo mondo, nemmeno se sperduto su un’isola. E’ su questa allusione che prende vita l’iniziativa NOMI, si, perché le altre scuole coinvolte si trovano tutte su isole.
“Bologna è tra le città più antiche in Italia e la nostra scuola fu fondata quando ancora c’era la monarchia, ma siamo moderni per i progetti europei” si presenta con queste parole Miriam Stagni, referente del progetto NOMI e coordinatrice del dipartimento linguistico dell’istituto bolognese. Il liceo Laura Bassi è una scuola che motiva i propri studenti (1.400) a viaggiare e uscire dalla “comfort zone”, avendo così un orientamento più internazionale. L’iniziativa NOMI ha reso il desiderio realtà, Bologna coordina gli scambi con altre cinque scuole che si trovano nelle isole di Thaiti (“Lycèe Professionnel Saint Joseph”, Francia), Aldaia (“IES Salvador Gadea”,Spagna), Funchal (“Escola Basica e Secondaria”, Portogallo), Espoo (“Leppavaaran Lukio”, Finlandia) e La Rèunion (Lycèe Saint Charles”, France). “Gli studenti sono motivati se anche gli insegnanti lo sono, i nostri alunni sono entusiasti dei progetti di scambio europei. Lo scopo è che i nostri ragazzi diventino dei bravi e pacifici cittadini europei” aggiunge Stagni.
NOMI è stato presentato in occasione dell’evento “Erasmusdays 2019” che, fino a domenica, organizzerà eventi in tutta Europa per dare spazio a chi l’erasmus l’ha vissuto in prima persona, ovviamente feste e concerti non mancheranno. L’Italia sarà particolarmente attiva, oltre 220 eventi sono in programma in tutto lo stivale, da Milano fino a Catania.
L’Eramsus+ è il fiore all’occhiello dell’Unione Europea, che nel corso degli anni ha permesso ai giovani di approfondire sia la scoperta del mondo che di sé stessi. Nonostante i grandi traguardi raggiunti, c’è sempre spazio per migliorare. La volontà è quella di “rendere il programma più accessibile” ha detto Giorgio Marini, rappresentante della Direzione Generale (DG) della Commissione europea per l’educazione e la cultura, e per semplificare “bisogna avere più fondi”. Rendere Eramus+ più compatibile alla digitalizzazione e alla sostenibilità è tra i piani futuri della Commissione.


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