Bruxelles – Le eccellenze agroalimentari e italiane portano a casa un nuovo riconoscimento. Oggi (22 ottobre) la Commissione europea ha approvato la registrazione della denominazione di origine protetta (DOP) per l’oliva Alta Daunia (Puglia) Si tratta di olive intere da tavola originarie del nord della provincia di Foggia, le cui specificità sono dovute ai fattori climatici e ambientali presenti nella regione. In un comunicato stampa il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste italiano ha precisato che è “il clima temperato e semiarido, caratterizzato da estati calde e asciutte e da inverni generalmente miti”, combinato “con terreni profondi e prevalentemente franco-sabbiosi” a creare “condizioni particolarmente favorevoli alla coltivazione della varietà e alla maturazione graduale dei frutti”.
Note per il sapore erbaceo, le olive pugliesi sono leggermente amarognole con sentori di pane tostato. Per il Ministero italiano è “peculiare” anche il colore ‘cangiante’, legato al naturale processo di maturazione e trasformazione delle olive. Più precisamente la varietà Peranzana è storicamente legata al tessuto sociale della zona, in quanto la sua coltivazione ha svolto un ruolo nello sviluppo e nell’economica della regione. Di fatto non è diffusa al di fuori di essa. A tale patrimonio, “si affianca il sapere degli olivicoltori, sedimentato attraverso generazioni”, ha spiegato il Ministero: “Ne è espressione la tecnica di allevamento ‘a vaso sanseverese’, strettamente legata all’area di produzione, insieme alle modalità di raccolta e alle tradizionali pratiche di trasformazione”. Per l’istituzione “è proprio dall’interazione tra ambiente, genotipo e fattore umano che scaturiscono le caratteristiche distintive oggi tutelate dalla DOP”.
Il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste italiano, Francesco Lollobrigida, ha celebrato il riconoscimento affermando che la nuova registrazione “tutela una tradizione secolare e valorizza il lavoro dei nostri olivicoltori”. Inoltre, “le Indicazioni Geografiche sono uno strumento fondamentale per difendere le eccellenze italiane e promuovere il Made in Italy”, ha aggiunto.
La politica di qualità dell’UE protegge le denominazioni di alcuni prodotti specifici per promuoverne le caratteristiche uniche legate all’origine geografica e alle competenze tradizionali. Le denominazioni dei prodotti possono beneficiare di una “indicazione geografica” (IG) se hanno un legame specifico con il luogo di produzione e stabiliscono diritti di proprietà intellettuale per prodotti specifici. Esse comprendono: la Denominazione di origine protetta ((DOP) per prodotti alimentari e vini; l’Indicazione geografica protetta (IGP) per prodotti alimentari e vini e l’Indicazione geografica per le bevande “spiritose”, cioè i superalcolici. La denominazione odierna si aggiunge agli oltre 3.900 nomi protetti elencati nel database eAmbrosia.











![[foto: Mattia Calaprice/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/10/Imagoeconomica_2809176-120x86.jpg)