Martin Schulz tende un mano a Matteo Renzi e François Hollande: i due leader politici (e suoi compagni di partito), sostiene il Presidente del Parlamento europeo, stanno facendo grandi cose, ma bisogna dar loro tempo e credito perché di questi sforzi non se ne potrà capire la reale portata per un po’. “Italia e Francia – dice Schulz alla platea del VI forum della coesione – stanno intraprendendo riforme coraggiose, ma dobbiamo essere realisti: servirà del tempo perché queste riforme diano i loro frutti”. Del resto, ricorda, “è questa la natura delle riforme strutturali”.
I rigoristi allentino dunque la tensione, ma i governi di Italia e Francia, in cambio, si impegnino anche su altri fronti. “Le riforme strutturali sono sola una faccia della medaglia”. Per ripartire “servono gli investimenti”, e poi anche un occhio al bilancio. È vero, per Schulz, che “se pensiamo che la sola risposta ai problemi siano i tagli non risolviamo il problema”, ma è altresì vero che “non possiamo lasciare montagne di debiti in giro”.
Schulz invita quindi tutti a non abbassare la guardia: il peggio sarà anche alle spalle, “grazie anche alle politiche di Mario Draghi”, ma – sottolinea – “la crisi sarà passata solo quando questi milioni di disoccupati che abbiamo in tutta Europa troveranno lavoro, quando i nostri figlio non rischieranno più di essere una generazione perduta”.

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