Roma – L’Unione europea dovrebbe sostenere “una politica che premi chi fa riforme, senza punirlo con l’austerity”. Dalla Germania arriva una mano tesa all’Italia, impegnata in un confronto con la Commissione europea per evitare di finire sotto procedura di infrazione per l’eccessivo squilibrio dei conti pubblici. L’apertura fatta dal vicecancelliere e ministro degli Esteri Sigmar Gabriel, che ieri ha incontrato alla Farnesina il suo omologo Angelino Alfano, non è però così sorprendente se si considera che Gabriel è sì il vice di Angela Merkel, ma rappresenta l’ala socialdemocratica della ‘große Koalition’ al governo.
Il capo della diplomazia di Berlino si è detto convinto che si debba “consentire all’Italia di avere tempo per rientrare dal debito”, perché “non si possono fare le riforme e allo stesso tempo risparmiare”. Citando l’agenda riformista realizzata dall’allora cancelliere socialdemocratico Gerhard Schröder – al governo dal 1998 al 2005, periodo nel quale la Germania più volte sforò le regole europee di bilancio senza incorrere in sanzioni – Gabriel ha ricordato ai suoi connazionali che “noi stessi siamo la dimostrazione che ci vuole tempo” per abbattere il debito. “Noi lo abbiamo imparato sulla nostra pelle e dovremmo concederlo anche agli altri”, ha concluso.


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