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Unione europea, cresce (seppur poco) occupazione e offerta di lavoro: +1,7

Unione europea, cresce (seppur poco) occupazione e offerta di lavoro: +1,7

Secondo i dati della Commissione ci sono 4 milioni di lavoratori in più, di cui 2,7 milioni nella zona euro. I posti vacanti sono al 2%

Bruxelles – Cresce, seppur di poco, l’occupazione nell’Unione europea, così come cresce, anche qui con un ritmo piuttosto lento, la domanda di lavoro soprattutto nel settore dei servizi.

Secondo i dati pubblicati oggi dalla Commissione europea rispetto all’anno scorso l’occupazione è aumentata dell’1,7%, che equivale a 4 milioni di occupati in più, di cui 2,7 milioni nella zona euro. Il maggiore contributo a questa crescita viene dai posti a tempo indeterminato e dall’occupazione a tempo pieno: tra il terzo trimestre del 2016 e il 2017, il numero di lavoratori con contratti a tempo indeterminato è cresciuto di 2,8 milioni, un aumento di tre volte superiore a quello dei contratti a tempo determinato (900mila). Il numero di lavoratori a tempo pieno è cresciuto di circa 3 milioni fino a raggiungere i 181 milioni, mentre i lavoratori a tempo parziale hanno registrato un aumento di 300 000 unità fino a raggiungere i 42,7 milioni.

Il tasso di occupazione nell’Ue per la fascia d’età 20-64 anni è aumentato costantemente nel corso degli ultimi tre anni, attestandosi al 72,3% nel terzo trimestre del 2017: si tratta del tasso più alto mai registrato. Permangono tuttavia grandi disparità tra gli Stati membri. I tassi di occupazione nazionali variano dal 58% della Grecia all’82% della Svezia. Dalla relazione emerge inoltre che la disoccupazione nell’Ue si sta avvicinando a ritmo costante ai livelli precedenti alla crisi. Dopo il picco registrato nell’aprile 2013, il numero di disoccupati è calato di circa 8,6 milioni ed è rimasto al di sotto dei 18 milioni nel dicembre 2017, il livello più basso registrato dal novembre 2008.

E’ migliorata anche la situazione finanziaria delle famiglie con un tasso di crescita di circa l’1,5% rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente a un aumento del reddito da lavoro. In quasi tutti gli Stati membri si è registrato un aumento del reddito famigliare nell’anno che precede la prima metà del 2017. Ciononostante, in numerosi paesi, come Croazia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Paesi Bassi, il reddito disponibile lordo delle famiglie si è attestato ancora a un livello inferiore a quello del 2008.

La domanda di lavoro e il deficit di manodopera hanno continuato ad aumentare. Nel terzo trimestre del 2017 il tasso generale dei posti di lavoro vacanti ha raggiunto il 2% ed è stato superiore nel settore dei servizi rispetto a quello dell’industria e delle costruzioni. Il deficit di manodopera pure è aumentato, e le assunzioni si sono riprese (crescita del 3,7% nell’anno precedente al secondo trimestre del 2017). L’indice di cessazione dei rapporti di lavoro è invece calato fino a raggiungere livelli ben al di sotto di quelli precedenti alla crisi, mentre l’indice degli avviamenti al lavoro a registrato un’accelerazione della ripresa negli ultimi trimestri e si è avvicinato al suo valore precedente alla crisi.

“L’Europa è tornata a crescere. Nell’Ue l’occupazione ha raggiunto il livello più alto mai registrato, con più di 236 milioni di persone occupate, mentre la disoccupazione è in costante calo”, ha rivendicato . -commenta Marianne Thyssen, commissaria per l’Occupazione, secondo cui “dovremmo sfruttare al massimo questa dinamica economica positiva e offrire ai cittadini diritti nuovi e più efficaci, come stabilito nel pilastro europeo dei diritti sociali”.