Bruxelles – Attenzione, la Brexit rischia di lasciare tante persone a piedi. Se non si stabiliscono bene le regole per i prossimi accordi tra il Regno Unito e l’Unione europea la compravendita di automobili potrebbe essere seriamente a rischio. A lanciare l’allarme è l’Acea, l’associazione dei costruttori europei di automobili, che chiede ai negoziatori di entrambe le parti di occuparsi della questione delle omologazioni. Per poter circolare nell’Ue le auto devono rispondere a tutta una seria di standard tecnici e requisiti ambientali e di sicurezza. Le quattro-ruote made in UK non potranno essere vendute oltre Manica se non risponderanno a queste regole, e non le vetture made in Ue rischiano di vedersi precludere l’accesso sulle strade britanniche.
Per il segretario generale dell’Acea, Erik Jonnaert, “è essenziale che i produttori possano continuare a godere di permessi validi sia nell’Ue che nel Regno Unito a partire dal 30 marzo 2019, indipendentemente dal luogo in cui è stata rilasciata l’approvazione”. Da qui la richiesta a Londra e Bruxelles il mutuo riconoscimento delle auto immatricolate, che sono in gran parte Toyota, Nissan, Bmw (per la Mini), Jaguar, Land Rover, Honda, GM, Vw.
Ma c’è un altro nodo che i produttori europei di automobili chiedono di sciogliere, ed è quello relativo alle emissioni di gas a effetto serra. Attualmente anche il Regno Unito è incluso nel calcolo delle emissioni di CO2 e nelle politiche comuni di riduzione. Con la Brexit le auto britanniche usciranno dal monitoraggio oppure no? Un punto di domanda che assilla i produttori. Ricalcolare i tetti di emissione escludendo la quota britannica vuol dire costringere tutti gli altri Paesi a modificare la produzione di motori, a quel punto necessariamente a più basse emissioni. Un costo, ma soprattutto un problema visto il poco tempo a disposizione per centrare gli obiettivi del 2021, che prevedono che tutte le nuove auto producano 95 grammi di CO2 per chilometro. Per l’Acea tutto dovrebbe rimanere così com’è attualmente, e si rivolge ai leader, che giovedì e venerdì si ritroveranno a Bruxelles per il vertice del Consiglio europeo.

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