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Si lavora alla classificazione UE per definire un'impresa sostenibile

Si lavora alla classificazione UE per definire un'impresa sostenibile

La proposta del Consiglio per creare un sistema condiviso che fornisca a investitori e aziende un unico linguaggio

Bruxelles – Porre il settore finanziario al servizio del nostro pianeta è tra i prossimi piani delle istituzioni europee. Rendere le imprese più eco-sostenibili sta diventando un problema sempre più diffuso, ma sia a livello globale che europeo c’è molta confusione nel definire quando un’attività economica rispetti i canoni della sostenibilità. Oggi l’Unione europea inizia a far chiarezza sulla questione con una proposta del Consiglio UE di fornire a imprese e investitori privati un sistema di classificazione che definisca il paradigma di attività ecocompatibile. Il regolamento proposto rientra nel piano d’azione della Commissione europea per il finanziamento della crescita sostenibile e del supporto per un’economia a basse emissioni di carbonio.

Quando un’attività economica può essere dunque ritenuta eco-sostenibile? Per il Consiglio è necessario che favorisca la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, promuova la transizione ad un’economia circolare, prevenga i danni da inquinamento e agevoli la protezione delle biodiversità. Le linee guida restano vaghe. La Commissione europea sarà assistita da un team di esperti in ambito di finanza sostenibile per definire i costi e i benefici per l’attuazione di tali requisiti. l’iniziativa del Consiglio sembra essere più chiara riguardo le sfide preposte. Il sistema di classificazione, o anche definito di tassonomia, accomunerà gli investitori nella modalità di svolgimento delle attività economiche ecocompatibili, senza che le pratiche nazionali e di mercato frammentino il processo. Inoltre il piano prevede di eliminare l’etichettamento dei prodotti finanziari come “green”, quando ,al contrario, non sono conformi agli standard ambientali di base.

Il ministro delle finanze finlandese, Mika Lintila, ha evidenziato come la transizione verso un’economia circolare abbia bisogno di un linguaggio comune che definisca il concetto di sostenibilità. Il ministro ha inoltre aggiunto: “La partecipazione del settore privato è assolutamente fondamentale per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici. Occorrono centinaia di miliardi di Euro di investimenti per realizzare la transizione verso un’economia sostenibile ed è chiaro che i capitali necessari non possono provenire solo dai bilanci pubblici”