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Lagarde: "Pagamenti digitali aumenteranno, UE offra soluzione sicura ai cittadini"

La presidente della BCE: "La pandemia sta accelerando trasformazioni già latenti, l'Europa è nella posizione giusta per la transizione"

Bruxelles – Il Coronavirus come opportunità. E’ stato più volte sottolineato come la pandemia di COVID-19 e la recessione che ne è scaturita renda ancor più obbligato il cambio di passo del sistema produttivo. Torna a ripeterlo Christine Lagarde, partecipando al dibattito su come ‘attuare un modello di crescita alternativo’, organizzato dal Circolo degli economisti d’Aix-en-Provence. La presidente della Banca centrale europea rileva che “la crisi del coronavirus è stata accompagnata da un aumento dell’uso del pagamento senza contatto”, e che alla luce di queste nuove necessità “l‘Europa deve essere in grado di fornire ai cittadini una soluzione flessibile e sicura in termini di pagamenti digitali”.

La pandemia e le sue conseguenze, spiega, porteranno a interrogarsi su cosa sia stata più colpita tra domanda e offerta. “Questo mi interessa meno. Quello che mi interessa di più è vedere come questa crisi cambierà la struttura della nostra economia e in che misura saprà accelerare delle trasformazioni che erano già latenti”. Mutamenti in atto la presidente della BCE li vedeva già, e li cita, nella digitalizzazione dei servizi, nell’automazione dell’industria. “Molto chiaramente il ciclo di produzione e le prestazioni di servizi avverranno in modo diverso” rispetto alla situazione pre-COVID. “Attualmente stimiamo che la crisi arrivi a produrre una contrazione nella catena degli approvvigionamenti attorno al 35% e un aumento della robotizzazione delle industrie tra il 70% e il 75%”.

Quanto agli scambi, continua, “abbiamo assistito, soprattutto da marzo, ad un aumento dei pagamenti on-line che probabilmente svilupperanno questo tipo di commercio a scapito del commercio più tradizionale”. In questo contesto generale “ritengo l’Europa nella posizione giusta per garantire questa transizione massiccia”. Il motivo di questa fiducia, spiega Lagarde, è che già oggi l’Europa con il suo mercato unico “assicura il più vasto settore di economia circolare e di innovazione sostenibile al mondo”.