HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
Michel e von der Leyen:
Ursula von der Leyen e Charles Michel in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo (21 luglio 2020)

Michel e von der Leyen: "L'Europa s'è desta, raggiunto un accordo storico"

Soddisfatto il presidente del Consiglio europeo, dopo quattro giorni di negoziati con i leader. Per la presidente della Commissione europea l'intesa raggiunta è senza precedenti ma taglia "la parte innovativa del bilancio", quella che guarda alle prossime generazioni

Bruxelles – L’accordo infine si è fatto. È arrivato all’alba del quinto giorno di negoziati lunghissimi tra i leader dei Ventisette Stati membri. Lo annuncia in fretta Charles Michel con un tweet sintetico ma eloquente (“Deal!”) per poi correre in conferenza stampa insieme a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione. Non è stato semplice ma “ce l’abbiamo fatta” ripete il presidente del Consiglio europeo, e proprio il fatto che sia arrivato a fronte di negoziati lunghi e faticosi lo rende “un accordo solido e forte”, con cui l’Europa finalmente riscopre la solidarietà. Soprattutto è un accordo “giusto per l’Europa, in questo momento”, per sostenere la ripresa dei Paesi più colpiti dalla crisi sanitaria.

Una maratona negoziale estenuante ma che lascia il presidente del Consiglio europeo soddisfatto di essere riuscito, attraverso trattative infinite e rinunce un po’ lì e un po’ qui, a mettere d’accordo i leader europei che all’inizio del vertice (17 luglio) sembravano dividersi su posizioni troppo distanti per trovare un compromesso. Il belga ha concesso a tutti poco di quello che chiedevano e di fatto è riuscito ad accontentarli. La saluta come una decisione storica, non solo per la portata economica delle risorse messe sul tavolo ma per il fatto che l’idea stessa di emettere debito comune per 750 miliardi di euro, tra prestiti e sussidi, fino a qualche mese fa era impensabile. Michel sa che “questo accordo sarà visto come un momento cardine nel cammino dell’Unione europea”.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea

Le risorse del bilancio di sette anni e del Next Generation EU rimangono le stesse, cambia la proporzione di prestiti (360 miliardi) e sussidi (390 miliardi) rispetto alla proposta di Ursula von der Leyen dello scorso 27 maggio. Ma soprattutto vengono rimodulate o in certi casi sacrificate anche diverse voci della proposta di partenza, tra cui il programma di iniziativa sanitaria (Healt programme), tagli a migrazione e azione esterna, InvestEU, e lo strumento di solvibilità per sostenere le imprese a rischio fallimento. In sostanza per Ursula von der Leyen diminuisce la parte “più innovativa del bilancio”, quella che guarda alle prossime generazioni, e non manca di farlo notare parlando alla stampa al fianco di Michel. Complessivamente però è soddisfatta anche la presidente della Commissione, “è un segnale che l’Europa è in grado di agire” e un passo avanti per la ripresa economica. Assicura poi che il nuovo bilancio “alimenterà il patto verde europeo e accelererà la digitalizzazione dell’economia europea”.

Il presidente francese Emmanuel Macron

“Una giornata storica per l’Europa!” scrive su Twitter Emmanuel Macron. Parlando in conferenza stampa congiunta con Angela Merkel, il presidente francese ha sottolineato i passi avanti compiuti a distanza di soli due mesi rispetto alla proposta iniziale della Commissione UE e a quella avanzata insieme alla cancelliera tedesca. “Siamo riusciti a costruire un consenso”, ha detto, e il nuovo strumento di ripresa rappresenta per l’UE “un cambiamento storico della nostra Europa e della zona euro”.

ARTICOLI CORRELATI

Figli di coppie gay e adozioni, per la Commissione Ue il legame di genitorialità va riconosciuto in tutti gli Stati membri
Politica

Figli di coppie gay e adozioni, per la Commissione Ue il legame di genitorialità va riconosciuto in tutti gli Stati membri

Il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, ha presentato la proposta per armonizzare le norme "a tutela dei diritti dei minori" nelle famiglie in situazioni transfrontaliere: se uno Stato membro stabilisce la genitorialità, tutti gli altri Paesi Ue dovranno riconoscerla, a prescindere dall'orientamento sessuale dei genitori e dal modo in cui viene concepito il figlio