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Parigi ripiomba nella paura: attacco vicino all'ex sede di Charlie Hebdo, due persone accoltellate

Parigi ripiomba nella paura: attacco vicino all'ex sede di Charlie Hebdo, due persone accoltellate

Indaga la procura antiterrorismo, arrestati due sospetti. Charles Michel: "In Europa non c’è posto per il terrorismo". Conte: "Solidarietà con la Francia. L'Italia è al fianco di chi combatte la violenza"

Bruxelles – Poco dopo le 12 di venerdì 25 settembre due persone sono state ferite gravemente in un attacco armato con coltelli nell’undicesimo arrondissement di Parigi, in Francia, non lontano dai locali dell’ex redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo, dove il 7 gennaio 2015 in un attentato terroristico morirono dodici persone. I due feriti, un uomo e una donna, sarebbero entrambi dipendenti della società di produzione televisiva Premières Lignes Television, portati in ospedale in gravi condizioni ma ora fuori pericolo.

Secondo media locali, un primo sospettato è stato arrestato poco dopo l’attacco nei pressi della Bastiglia. Poco dopo, verso le 13:30, anche una seconda persona sospettata di essere coinvolta è stata fermata e arrestata dalla polizia vicino alla stazione della metropolitana Richard Lenoir. Sull’attacco sta indagando la procura specializzata in antiterrorismo.

Inizialmente, in un primo bilancio si era parlato di quattro feriti, di cui due gravemente. Il bilancio è stato poi rivisto al ribasso, con solo due persone rimaste gravemente ferite dall’arma. Subito dopo l’attacco, il governo di Parigi ha attivato l’unità di crisi e ordinato la chiusura nelle scuole di quartiere. Il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, il primo ministro francese Jean Castex, e il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, si sono già recati subito sul posto per fare il punto della situazione.

“Per prima cosa volevo mostrare la mia solidarietà alle famiglie delle vittime e ai colleghi di lavoro di questi due giornalisti”, avrebbe detto il primo ministro francese rivolgendosi alla stampa presente sul posto. “L’attacco si svolge in un luogo simbolico nello stesso momento in cui si svolge il processo per gli oltraggiosi attacchi contro Charlie Hebdo. Questa è un’opportunità per il governo di esprimere il suo attaccamento alla libertà di stampa e di affermare la nostra piena mobilitazione alla nazione”. A inizio di settembre era infatti iniziato a Parigi il processo nei confronti delle persone accusate di essere coinvolte nell’attentato del 2015 a Charlie Hebdo, ma per il momento non ci sono conferme che i due attacchi siano connessi. L’attentato era allora di matrice islamica, Charlie Hebdo aveva fatto arrabbiare il mondo islamico pubblicando vignette satiriche del Profeta Maometto.

Da Bruxelles il presidente del Consiglio Charles Michel ha twittato in “piena solidarietà con il popolo francese in questa nuova prova. Non c’è posto per il terrore in territorio europeo”.

“Solidarietà con la Francia”, scrive anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte “di fronte al vile attentato intorno agli ex locali di Charlie Hebdo. L’Italia è vicina “al popolo francese e seguiamo con apprensione l’evoluzione della situazione. Al fianco di chi combatte la violenza, in tutte le sue forme”.

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