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UE-Turchia, Michel propone una conferenza multilaterale per disinnescare le tensioni nel Mediterraneo
Charles Michel

UE-Turchia, Michel propone una conferenza multilaterale per disinnescare le tensioni nel Mediterraneo

In collaborazione con le Nazioni Unite. Molti attori "hanno già risposto positivamente e sono pronti a discutere le modalità e il calendario", fa sapere il capo del Consiglio europeo. Delimitazioni marittime, questioni energetiche e migrazione i temi in agenda

Bruxelles – Una conferenza multilaterale col sostegno delle Nazioni Unite per dirimere le tensioni crescenti nel Mediterraneo orientale tra Unione europea (soprattutto, Grecia e Cipro) e la Turchia, scatenate alla rinnovata politica estera aggressiva di Ankara. Nel suo intervento virtuale all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel lancia la proposta di una conferenza tutta dedicata al tema e anticipa evidentemente i risultati degli sforzi diplomatici intrapresi negli ultimi giorni per promuovere il dialogo tra le parti, in vista del Consiglio europeo straordinario del 1 e 2 ottobre.

Molti attori, spiega Michel, hanno già risposto positivamente e sono pronti a discutere le “modalità, l’agenda e il calendario”, con cui mettere in pratica questa Conferenza sotto l’egida delle Nazioni Unite. Delimitazioni marittime, sicurezza, questioni energetiche e migrazione saranno gli argomenti principali “che dovranno essere affrontati”, ha anticipato Michel. Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mercoledì 23 settembre ha incontrato virtualmente il presidente turco Erdogan proprio per preparare il tavolo dei negoziati in vista del prossimo Summit dei capi di Stato e governo.

L’Unione europea è preoccupata per le tensioni crescenti, le “azioni unilaterali e le violazioni del diritto internazionale devono assolutamente cessare”, ha affermato Michel nel suo intervento, facendo eco a quanto più volte intimato anche da Josep Borrell alla Turchia. Le tensioni aumentano dopo che Ankara, dallo scorso anno, ha deciso di avviare esplorazioni energetiche in cerca di gas naturale nel tratto di Mediterraneo che l’Unione europea considera zona economica esclusiva di Cipro e della Grecia. Cipro ha chiesto espressamente agli altri leader europei di adottare sanzioni nei confronti di Ankara, ma Bruxelles insiste nel cercare la de-escalation attraverso un dialogo pacifico. Convinta, essenzialmente, che la Turchia sia un partner irrinunciabile per l’UE sotto altri punti di vista, quello migratorio in primis. 

Al vertice tra i leader della prossima settimana ci sarà spazio per discutere anche dei rapporti dell’UE con la Cina, a fronte del vertice tra Bruxelles e Pechino del 14 settembre scorso. Anche su questo Michel si è soffermato nel suo intervento, parlando del ruolo dell’UE nella rivalità crescente tra USA e Cina che si definisce a livello globale.

Con gli Stati Uniti “condividiamo ideali, valori e un affetto reciproco”, che trovano espressione nell’Alleanza atlantica. Questo, aggiunge Michel, non “ci impedisce di avere occasionalmente approcci o interessi divergenti”. Con la Cina il discorso è diverso, da mesi ormai Bruxelles ha iniziato a cambiare atteggiamento nei suoi rapporti con Pechino. “Non condividiamo i valori su cui si basa il sistema politico ed economico cinese. E non smetteremo di promuovere il rispetto dei diritti umani universali”, afferma in riferimento alle violazioni dei diritti umani perpetrate dalla Cina ai danni delle minoranze degli uiguri o ad Hong Kong, dove vengono messi in discussione gli “impegni internazionali a garanzia dello Stato di diritto e della democrazia”.

D’altro canto anche la Cina è per l’UE un partner cruciale “nell’affrontare sfide comuni, come il riscaldamento globale, il Covid-19 o la cancellazione del debito in Africa”, riconosce il capo del Consiglio europeo. Oltre all’importanza di Pechino come partner commerciale. Per questo Bruxelles insiste per cercare di “riequilibrare questo rapporto” chiedendo una maggiore reciprocità e una concorrenza più leale da parte di Pechino.