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Ripresa, l'Eurogruppo spinge per un maggiore impegno sulle riforme

Ripresa, l'Eurogruppo spinge per un maggiore impegno sulle riforme

Il dibattito tra misure strutturali o sostegno all'economia sarà al centro del dibattito politico dei prossimi mesi. I 19 non giocano un ruolo formale ma comunque determinante

Bruxelles – Sostegno all’economia reale o riforme? Il rilancio dell’Europa passa da qui. Nessuno sa come utilizzare le risorse messe a disposizione dal piano per la ripresa, la cui attivazione peraltro potrebbe slittare, e allora è aperto il dibattito politico. Sarà l’Eurogruppo di lunedì (5 ottobre) ad avviare il ragionamento. Anche se il consesso dei ministri economici dei Paesi UE con la moneta unico formalmente non è responsabile di simili decisioni, è previsto, nell’ambito del coordinamento delle politiche economiche, che il gruppo dei Diciannove concorrano a “plasmare” i piani nazionali per il rilancio.

L’Eurogruppo non deciderà, ma nella sostanza i suoi pareri conteranno. Allo stato attuale prevedere un esito di questo ragionamento non è semplice. In videoconferenza (non si tiene la riunione fisica per ragioni sanitarie legate alla recrudescenza del Coronavirus) si terrà la discussione strategica su riforme e fondo per la ripresa, all’ordine del giorno assieme a programma di lavoro dell’Eurogruppo, Grecia, preparazione di riunioni internazionali ed elezione del sostituto di Yves Mersch nel comitato esecutivo della BCE, da cui lascerà il 14 dicembre prossimo per scadenza di mandato.

“Con che equilibrio i soldi si possono usare per la per ripresa e per fare le riforme? Questo è il vero dibattito che ci sarà nei prossimi mesi”, confermano gli addetti ai lavori. Da una parte c’è una situazione eccezionale mai vista prima, dall’altra mancano testi legislativi che indichino la via da seguire. Ci sono solo le linee guida della Commissione, vincolanti fino a un certo punto, ma che comunque pongono l’accento sull’importanza delle riforme. Nessuno mette in dubbio comunque che gli Stati membri sapranno presentare piani credibili, e questo vale per l’Italia.

Allo stesso tempo, però, si riconosce che tutti, nessuno escluso, dovranno fare “sforzi ulteriori per le riforme”. Proprio le riforme sembrano dunque acquisire un peso maggiore nel mix di politiche che i vari governi saranno chiamati a predisporre da qui in avanti.