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Concorsi per funzionari UE, la Corte dei Conti europea:

Concorsi per funzionari UE, la Corte dei Conti europea: "I criteri non soddisfano più le esigenze"

Il nuovo rapporto sottolinea le carenze dell'Ufficio EPSO nel reclutamento mirato di specialisti e le debolezze nel sistema generalista, che ostacolerebbe la diversità geografica e socio-economica nelle istituzioni dell'Unione

Bruxelles – La Corte dei conti europea ha richiamato l’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) per riconsiderare il modo in cui seleziona i funzionari pubblici UE. È quanto emerge dal rapporto pubblicato oggi (giovedì 29 ottobre) che mette in evidenza sia le carenze da un punto di vista di concorsi mirati per assumere personale specializzato, sia le debolezze nelle procedure di selezione generaliste svolte dall’Ufficio stesso. “L’EPSO deve lanciare un nuovo sistema più veloce, flessibile ed economico per la selezione degli specialisti e aumentare la sua capacità di adattarsi a un ambiente in rapida evoluzione”, ha dichiarato Annemie Turtelboom, membro della Corte responsabile del rapporto. In un momento di riduzione del personale e di progresso della digitalizzazione, “i concorsi EPSO non soddisfano più le attuali esigenze di reclutamento delle istituzioni dell’Unione Europea”.

Le conclusioni del rapporto sono state redatte dopo l’esame da parte dei revisori dei processi di reclutamento EPSO tra il 2012 e il 2018. Dallo studio emerge che questi non siano riusciti ad attrarre e selezionare potenziali reclute idonee in modo tempestivo ed economico, in particolare per quanto riguarda i concorsi mirati per il personale specializzato, che possa diventare rapidamente operativo. Il problema riguarderebbe procedure rigide e una pianificazione inaffidabile: in questo modo i candidati con forti profili specialistici rischiano di essere scartati nella fase iniziale dei test psicometrici, prima ancora che la loro conoscenza specifica possa essere verificata.

Sono due le modalità di concorso attraverso cui l’EPSO seleziona i futuri dipendenti pubblici dell’UE: quelli ampi per generalisti entry-level, come avvocati, economisti e traduttori, e quelli più mirati per profili specifici, come esperti IT e scienziati. Il processo è stato istituito nel 2003, quando le istituzioni europee avevano bisogno di reclutare un gran numero di dipendenti ogni anno a causa degli allargamenti tra il 2004 e il 2007. Dal 2012 i profili degli specialisti hanno però iniziato a rappresentare la prevalenza del nuovo personale ricercato. Ogni anno, le istituzioni dell’UE reclutano circa mille nuovi membri per carriere a lungo termine da più di 50 mila candidati ai concorsi dell’EPSO, che sono altamente selettivi: il tasso medio di successo è del 2 per cento.

Da quanto si legge nel rapporto, se i revisori hanno sì riconosciuto il successo dell’EPSO nell’ambito per cui era stato inizialmente progettato – cioè fornire alle istituzioni un gran numero di potenziali reclute di alta qualità con profili generalisti, attraverso concorsi su larga scala – anche qui sono state rilevate alcune debolezze. Due terzi degli eventi UE Careers si svolgono a Bruxelles e i concorsi EPSO attraggono principalmente cittadini dell’Unione già residenti a Bruxelles o in Lussemburgo: secondo il report, questo ostacolerebbe la diversità geografica e socio-economica all’interno delle istituzioni europee. L’EPSO non è riuscito nemmeno ad attirare un numero sufficiente di laureati o giovani professionisti, considerato che la percentuale di candidati di età inferiore ai 35 anni è diminuita tra il 2012 e il 2018. Infine, ci sarebbero anche problemi nel monitorare il costo dei concorsi e la soddisfazione delle istituzioni nei confronti dei reclutati.