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M5S, prove tecniche di scissione? A Bruxelles licenziati 8 membri dello staff all'insaputa di tutti

M5S, prove tecniche di scissione? A Bruxelles licenziati 8 membri dello staff all'insaputa di tutti

L'iniziativa dei parlamentari vicini a Di Battista, che di fatto 'chiudono' l'ufficio comunicazione del gruppo. Bypassata Tiziana Beghin, che a Eunews denuncia: "Hanno scelto di scaricare le tensioni politiche dentro il Movimento sulla pelle di otto collaboratori"

Bruxelles – Movimento 5 Stelle, a Bruxelles è sempre più aria di crisi. Otto collaboratori della truppa pentastellata in Parlamento europeo sono stati licenziati senza che la capo-delegazione, Tiziana Beghin, ne fosse informata. Così, da un momento all’altro, il gruppo si ritrova con l’ufficio di comunicazione ridimensionato, e le voci di scissioni riprendono corpo.

A prendere i provvedimenti sarebbero stati i quattro europarlamentari considerati ‘dissidenti’. Ignazio Corrao, Eleonora Evi, Piernicola Pedicini e Rosa D’Amato avrebbero contestato il modo con cui si è fatta comunicazione in occasione del voto in Aula sulla Politica agricola comune (PAC). Le indicazioni di gruppo erano di votare per il ‘sì’, con i quattro che non hanno rispettato le consegne votando per il ‘no’ alla proposta di riforma.

Proprio il modo in cui è stata gestita la comunicazione avrebbe indotto a prendere provvedimenti. Corrao e colleghi avrebbero contestato il non aver dato risalto alle loro istanze, motivo sufficiente a giustificare il licenziamento delle otto persone dello staff, peraltro non comunicato ai diretti interessati, che l’hanno saputo tramite mail del Parlamento europeo. Un provvedimento possibile data la non appartenenza della delegazione dei 5 Stelle ad alcun gruppo parlamentare.

“I quattro europarlamentari hanno scelto di scaricare le tensioni politiche dentro il Movimento 5 Stelle sulla pelle di otto collaboratori che in questi sei anni hanno sempre gestito la comunicazione in modo professionale e impeccabile”, dice a Eunews la capodelegazione Tiziana Beghin, che attacca i quattro pentastellati considerati vicini ad Alessandro di Battista. “Spesso in passato questi europarlamentari si sono spesi in dichiarazioni pubbliche, che condivido, in difesa della libertà di stampa e della categoria dei giornalisti, nei fatti hanno invece dimostrato il contrario calpestando senza pensarci due volte la loro professionalità e umanamente è qualcosa che fa male”.

Beghin promette che “faremo del nostro meglio per rimediare a questa decisione grave e salvaguardare il lavoro di tutti i nostri collaboratori in un momento già difficile per la nostra economia”. Ma intanto il danno è fatto e lo strappo è consumato. La scissione del Movimento non c’è stata. Corrao, D’Amato, Evi e Pedicini continuano a far parte del Movimento 5 Stelle Europa, ma già iniziano a circolare voci su possibili espulsioni e un loro accasamento presso altri lidi (il gruppo dei Verdi è una delle ipotesi che si fanno, ma allo stato attuale resta un’ipotesi).

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