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    Home » Politica » Accordo tra Parlamento e Consiglio per vincolare i fondi Ue allo stato di diritto

    Accordo tra Parlamento e Consiglio per vincolare i fondi Ue allo stato di diritto

    Un passo importante per sbloccare i negoziati sul pacchetto di Bilancio Ue a lungo termine (2021-2027) e fondo di ripresa. Parlamento Ue: "Accordo storico per tutta l'Unione europea". Il meccanismo sarà attivato con un voto a maggioranza qualificata e riguarderà anche le risorse del Recovery Fund

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    5 Novembre 2020
    in Politica

    Bruxelles – Fumata bianca. C’è un primo accordo preliminare tra presidenza tedesca al Consiglio Ue e il Parlamento europeo per vincolare le risorse di bilancio al rispetto dello stato di diritto. La cosiddetta condizionalità dello stato di diritto, ovvero la possibilità di precludere ad alcuni Stati membri che non rispettano i valori europei le risorse dei fondi europei, fa parte del pacchetto sul prossimo quadro finanziario pluriennale (2021-2027) su cui i negoziatori di Eurocamera e presidenza di Berlino stanno negoziando da agosto.

    Il meccanismo di condizionalità non riguarderà solo le risorse di Bilancio Ue a lungo termine ma anche quelle del Recovery Fund, il fondo di ripresa da 750 miliardi di euro. Ora entrambe le istituzioni dovranno approvate singolarmente l’accordo trovato oggi, ma si tratta di un grande passo avanti nelle trattative che da settimane erano in stallo. Il Parlamento europeo ha chiarito a più riprese che non avrebbe dato via libera all’accordo su bilancio e fondo di ripresa senza un meccanismo rafforzato per collegare l’erogazione dei fondi al rispetto dei principi democratici europei. Di contro, Polonia e l’Ungheria hanno tenuto in ostaggio la ratifica del fondo di ripresa perché volevano un meccanismo dello Stato di diritto più debole. Sembra che ora un compromesso ci sia.

    Il nuovo meccanismo si potrà avviare con l’approvazione a maggioranza qualificata degli Stati membri, quindi in maniera più difficile di quanto richiesto dalla Commissione europea e dal Parlamento. Inoltre, si è trovato un compromesso sui tempi per decidere di tagliare i fondi, con il Consiglio che dovrebbe adottare una decisione entro un mese dal ricevimento di una proposta della Commissione, con possibile proroga di due mesi. Per i negoziatori del Parlamento è una vittoria che la Commissione potrà sempre convocare il Consiglio “quando lo ritiene opportuno”, in casi di violazione.

    Dopo aver trovato l’accordo, il Parlamento europeo si è sbilanciato parlando di “un accordo storico per l’intera Unione europea”, sottolinea il relatore per l’Eurocamera Petri Sarvamaa. “C’è una grande maggioranza tra gli Stati membri di chi vuole definitivamente voltare pagina con un nuovo futuro per l’UE”. Per la presidenza tedesca, a cui restano poco meno di due mesi al vertice del Consiglio Ue, si tratta di una “pietra miliare importante”, sottolinea anche Michael Roth, ministro tedesco per gli Affari europei, ribadendo l’impegno di Berlino “a rafforzare lo stato di diritto in Europa”. Gli fa eco anche l’ambasciatore tedesco presso l’Ue: “È giunto il momento di trovare un accordo anche sul resto del pacchetto. Abbiamo uno storico pacchetto finanziario di 1,8 trilioni di euro sul tavolo. Con la seconda ondata di pandemia che colpisce duramente gli Stati membri, non c’è tempo da perdere “.

    Soddisfatta anche la Commissione europea, che dal 2018 chiede l’introduzione di un meccanismo rafforzato di tutela dello stato di diritto. 

    Very happy to see this breakthrough. This is an important milestone, so I would like to congratulate everyone involved! #RuleOfLaw #EUbudget@Europarl_EN @EUCouncil @EU_Commission https://t.co/p7diKu2b8p

    — Věra Jourová (@VeraJourova) November 5, 2020

    “È stata una lunga lotta ma abbiamo assicurato un buon risultato”, si dice soddisfatta la capogruppo S&D, Iratxe García Perez. “Così oggi possiamo celebrare una vittoria per l’Unione europea come comunità di principi condivisi, come dignità umana, libertà, uguaglianza, stato di diritto e diritti umani”. Convinta che l’accordo “ci avvina di un passo alla conclusione dei negoziati sul QFP, cosa che anche i nostri cittadini si aspettano da noi in questi tempi difficili”. Secondo Patrizia Toia, eurodeputata del PD, “l’accordo raggiunto questa mattina dovrà essere valutato con attenzione e nei dettagli durante i passaggi parlamentari che saranno necessari all’approvazione definitiva. Per il Parlamento europeo, e per il Gruppo Socialisti & Democratici, si tratta di un elemento fondamentale per garantire la correttezza della spesa dei fondi Ue e perciò la valutazione finale potrà solo essere fatta quando tutti gli elementi dell’accordo saranno resi noti”.

    “Mettiamo i veri valori al centro del bilancio. Non puoi fare l’europeo quando ricevi i fondi europei e il nazionalista quando devi rispettarne i valori!”, scrive su Twitter Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe. Ricorda ancora che “oggi è soprattutto una vittoria per la democrazia europea ma anche del Gruppo Renew Europe che si è sempre battuto per questo”.

    Tags: bilancio ue a lungo termineconsigliomeccanismo protezione stato di dirittonegoziati Parlamento e Consigliostato di diritto

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