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    Home » Cronaca » Polveri sottili, la Corte UE condanna l’Italia: “Limiti Pm10 sistematicamente superati”

    Polveri sottili, la Corte UE condanna l’Italia: “Limiti Pm10 sistematicamente superati”

    Il Paese colpevole di "non aver manifestamente adottato, in tempo utile, le misure" utili a sanare la situazione. Ora il rischio di multe salate: irregolarità decennali

    Ezio Baldari</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@eziobaldari" target="_blank">@eziobaldari</a> di Ezio Baldari @eziobaldari
    10 Novembre 2020
    in Cronaca
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    Bruxelles – L’Italia ha violato ripetutamente la direttiva sulla qualità dell’aria. Nelle città italiane per troppo tempo si sono sprigionate polveri sottili (PM10) nocive alla salute contro cui le autorità hanno fatto poco o niente. La Corte di giustizia dell’UE non ha dubbi: l’Italia è in torto. I giudici di Lussemburgo condannano dunque il Paese, contro cui rischiano di scattare multe salate. I limiti alle emissioni di particolato sono entrati in vigore l’1 gennaio 2005. L’Italia risulta in una situazione di infrazione per almeno 10 anni, e la durata dell’irregolarità è uno dei parametri per il calcolo della sanzione.

    “Dal 2008 al 2017 incluso, i valori limite giornaliero e annuale fissati per le particelle PM10 sono stati regolarmente superati nelle zone interessate”. Questo il responso la Corte, secondo cui l’Italia “non ha manifestamente adottato, in tempo utile, le misure” richieste dalla direttiva per sanare la situazione. Vero è che il superamento dei valori limite giornaliero e annuale fissati per le PM10 “è rimasto sistematico e continuato per almeno otto anni nelle zone interessate”.

    Il contenzioso tra Italia e Commissione si trascina da anni. La procedura d’infrazione è stata avviata nel 2014, il parere motivato è stato inviato ad aprile 2017, il deferimento è scattato a maggio dell’anno successivo. L’Italia ha provato a dimostrare le oggettive difficoltà di gestione del problema, anche per le caratteristiche del territorio e della sua estensione. Ragioni insufficienti per evitare i richiamo. “Il superamento dei valori limite fissati per le particelle PM10, anche nell’ambito di una sola zona, è di per sé sufficiente perché si possa dichiarare un inadempimento alle summenzionate disposizioni della direttiva sulla qualità dell’aria”, rileva la Corte UE.

    Ora il Paese non ha grandi alternative. O si conforma alla sentenza della Corte, e inizia a migliorare la respirabilità dell’aria sul suolo nazionale, o l’esecutivo comunitario potrà chiedere il pagamento di sanzioni. Che rischiano di essere molto pesanti.

    Tags: corte di giustizia dell'Ueinquinamentoitaliapm10polveri sottiliqualità dell'ariaSalute

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