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Coronavirus, ecco le nuove restrizioni in Europa (SCHEDA)
Photo credits: Commissione europea

Coronavirus, ecco le nuove restrizioni in Europa (SCHEDA)

La risalita dei contagi nel Continente ha spinto molti governi a reintrodurre dure misure restrittive per limitare la diffusione del virus. Dalla Germania alla Francia all'Inghilterra: molti Paesi tornano in lockdown ma provano a tenere aperte scuole e università

Bruxelles – Dal Belgio ai Paesi Bassi, dalla Francia alla Germania. La risalita dei casi di contagio da Coronavirus in molti Paesi europei dopo l’estate ha spinto molti governi a introdurre nuove misure restrittive per limitarne la diffusione. Al 16 novembre, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) segnala in Europa oltre dieci milioni di casi, dei quali la maggior parte concentrati in Francia, Spagna, Regno Unito, Italia, Germania, Paesi Bassi, Belgio.

Il 13 ottobre gli Stati membri hanno adottato una raccomandazione del Consiglio per un approccio coordinato alle restrizioni della libera circolazione in risposta alla pandemia. Per aiutare a consolidare un approccio il più possibile coordinato, gli Stati devono fornire periodicamente all’ECDC i dati relativi al numero di nuovi casi notificati, dei test e la percentuale di test positivi effettuati.

La presidenza di turno tedesca dell’Unione europea il 26 ottobre ha intanto cancellato tutte le riunioni di lavoro del Consiglio “non assolutamente indispensabili”. Si passa dunque alla modalità virtuale per quasi tutti gli incontri. Per i momento i soli incontri fisici previsti sono quelli per il complesso negoziato sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione.

Sulla base di questi dati, l’ECDC pubblicherà una mappa settimanale (ogni giovedì), indicando l’evoluzione della pandemia negli Stati membri, indicata da quattro diversi colori uguali per tutti a seconda della condizione epidemiologica: verde, per un tasso di notifica di 14 giorni inferiore a 25 e il tasso di positività del test inferiore al 4 per cento; arancione, quando il tasso di notifica di 14 giorni è inferiore a 50 ma il tasso di positività del test è del 4 per cento o superiore o, se il tasso di notifica di 14 giorni è compreso tra 25 e 150 e il tasso di positività del test è inferiore al 4 per cento; rosso, con un tasso di notifica di 14 giorni pari o superiore a 50 e il tasso di positività del test è del 4 per cento o superiore, o se il tasso di notifica di 14 giorni è superiore a 150; infine, grigio per le aree in cui le informazioni sono insufficienti o se il tasso di test è inferiore a 300.

Mappa ECDC (dati al 12 novembre 2020) che mette in relazione tasso di notifica e positività

In questo articolo, in continuo aggiornamento, teniamo traccia delle misure restrittive introdotte di volta in volta dentro l’area Schengen. 

AUSTRIA – Il cancelliere Sebastian Kurz ha annunciato il 31 ottobre che a partire dal 3 novembre a mezzanotte verrà introdotto un nuovo lockdown in Austria. “Questi sono interventi drammatici che non sono facili per noi – ma sono necessari!”, ha scritto in un tweet il cancelliere. Le nuove misure restrittive per ora dureranno fino alla fine di novembre. Viene introdotto il coprifuoco dalle 20:00 alle 6:00 del giorno successivo, durante il quale si può lasciare la propria abitazione solo in caso di pericolo, per fornire assistenza o necessità primarie. Bar e ristoranti dovranno chiudere ma potranno comunque fare servizio da asporto e consegne. Chiuse tutte le strutture ricreative, come quelle sportive e culturali, gli hotel non potranno più offrire pernottamenti, ad eccezione dei viaggi di lavoro. Si possono incontrare solo un massimo di due famiglie. “Siamo consapevoli che queste misure sono impopolari e significano una massiccia restrizione della libertà. Ma sono necessari per alleviare la nostra terapia intensiva”, ha aggiunto Kurz. Il cancelliere ha motivato le nuove misure spiegando che il sistema sanitario austriaco “è uno dei più forti al mondo”, ma “anche le nostre capacità sono limitate”. Ha parlato di una “crescita esponenziale continua” delle infezioni che rischia di esaurire le capacità del sistema sanitario.

BELGIO – A partire da lunedì 2 novembre chiusi tutti i negozi non essenziali e alcune altre attività, come i parrucchieri e centri estetici. Rimangono aperti supermercati e farmacie. È consentito un solo contatto stretto per famiglia a settimana. Fuori di casa sono permessi gruppi di quattro persone. Le scuole rimarranno chiuse fino al 15 novembre.  Per i licei le attività saranno svolte a distanza fino alla stessa data. Gli hotel possono rimanere aperti, ma per mangiare si può usufruire solo del servizio in camera. Rimane in vigore, come da lunedì 26 ottobre, il coprifuoco dalle 22 alle 6 a Bruxelles e in Vallonia. Torna l’obbligo di indossare le mascherina; restano chiusi cinema, teatri, musei, centri culturali. Sono vietate inoltre tutte le competizioni sportive. Rimangono autorizzati solo i corsi per bambini sotto i 12 anni. Vietate anche le gite scolastiche. Il telelavoro è obbligatorio come regola generale, quando possibile. Vietati i mercatini natalizi. I viaggi all’estero sono sconsigliati.

DANIMARCA –  Il governo ha annunciato giovedì 5 novembre nuove restrizioni nel Nord del Paese dopo la scoperta della diffusione di un ceppo di Coronavirus mutato nei visoni che vengono allevati nella regione. Ne ha deciso dunque l’abbattimento a livello nazionale che avrà ripercussioni sull’industria della pelle di visone. Sono sette i comuni della Danimarca interessati alle nuove restrizioni ai movimenti. Ristoranti e bar saranno chiusi, così come le scuole e tutti i trasporti pubblici fino al 3 dicembre. Il governo ha incoraggiato gli abitanti della Regione a rimanere nel loro comune e fare i test.

FRANCIA – Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato il 28 ottobre un nuovo lockdown per l’intera Francia a partire da venerdì 30 ottobre. “Le misure attuali non sono più sufficienti”, ha detto il capo dell’Eliseo in conferenza stampa. Bar e ristoranti chiusi, solo le scuole rimarranno aperte, differentemente dalle prime restrizioni introdotte in primavera per contrastare il virus. Anche i negozi essenziali rimarranno aperti, consentiti spostamenti per ragioni di lavoro e sanitarie, per fare la spesa, per assistere i cari ma sono vietati gli spostamenti non essenziali e quelli tra regioni.

GALLES – Da venerdì 23 ottobre fino al 9 novembre il Galles sarà soggetto a lockdown. Oltre tre milioni di cittadini saranno chiamati a “rimanere in casa”, ha annunciato il primo ministro gallese, Mark Drakeford. È la misura più dura introdotta nel Regno Unito dalla prima ondata di Covid-19 della scorsa primavera, ma allo stesso tempo “la più breve che poteva essere introdotta per non compromettere la sua efficacia”, ha aggiunto il premier. Nella lista delle “attività non essenziali” che dovranno chiudere per due settimane compaiono scuole, negozi, pub e hotel.

GERMANIAAl termine di una riunione con i presidenti dei 16 land tedeschi (28 ottobre), la cancelliera Angela Merkel ha annunciato che i funzionari tedeschi hanno concordato una chiusura di quattro settimane di ristoranti, bar, cinema, teatri e altre strutture per il tempo libero nel tentativo di frenare un forte aumento delle infezioni nel Paese. Solo i ristoranti potranno continuare a servire cibo da asporto. I negozi e le scuole rimarranno aperti. Il lockdown parziale entrerà in vigore lunedì 2 novembre e durerà fino alla fine del mese. Nell’annunciare le nuove restrizioni Merkel ha affermato: “Dobbiamo agire, e ora, per evitare una grave emergenza sanitaria nazionale”. I viaggi non essenziali sono scoraggiati.

Parlando in conferenza stampa per spiegare le nuove misure restrittive (2 novembre), Merkel ha parlato della pandemia come di “una sfida secolare. Ci aspettano mesi difficili”. In merito alle nuove misure, la tedesca ha sottolineato l’importanza di contenere i contatti. “Meno contatti vuol dire meno contagi”, secondo gli scienziati “dovrebbero essere ridotti del 75 per cento” per ottenere dei risultati. Il prossimo 16 novembre è previsto un nuovo incontro con i governatori dei land per nuovi aggiornamenti sull’andamento della pandemia, Merkel spera in un progressivo allentamento delle misure a partire dal mese di dicembre. Entra anche nel merito dell’idea – come suggerito anche in Italia – di “lasciare a casa” per tutelarla solo una parte della popolazione, quella più vulnerabile e più anziana. Per Merkel una separazione di questo tipo in gruppi di popolazione è sbagliata perché è a rischio il 30-40 per cento della popolazione, dal momento che la Germania, come la gran parte degli Stati Ue, non è un Paese giovane.

Per il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, le restrizioni potrebbero durare tutto l’inverno perché il numero dei contatti è ancora elevato, ha spiegato in una intervista alla radio Rbb (12 novembre). “Dobbiamo riuscire insieme a superare questo inverno, e a uscirne con numeri inferiori”, ha detto Spahn, intervistato alla radio Rbb. Il ministro ha aggiunto che è improbabile verranno consentite riunioni di più di 10-15 persone durante le feste natalizie. Anche se la Germania riuscirà a ridurre il numero delle infezioni, Spahn ritiene che il Paese non sarà in grado di tornare immediatamente alla normalità. Non significa che da dicembre o gennaio saremo in grado di andare avanti con matrimoni o feste di Natale come se niente fosse ha spiegato.

GRECIA – Il governo di Atene ha deciso di imporre nuove restrizioni a partire da sabato 7 novembre, con la sospensione delle attività per tutto il Paese per tre 3 settimane. Resteranno aperti asili nido, scuole materne, scuole primarie e scuole speciali a tutti i livelli. “Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un aumento esponenziale dei casi”, ha spiegato il premier Kyriakos Mītsotakīs annunciando le nuove misure. 

INGHILTERRA – Il premier Boris Johnson ha annunciato il 31 ottobre un nuovo lockdown di quattro settimane in Inghilterra, a partire da giovedì 5 novembre fino al 2 dicembre. Chiusi i negozi non essenziali, i luoghi di svago e di intrattenimento, così come pub, bar e ristoranti che potranno fare solo i servizi da asporto e consegna. Solo le scuole e le università potranno rimanere aperte. È raccomandato a tutti di rimanere a casa, ma è possibile uscire per lavoro, per fare esercizio, con la propria famiglia o con una persona di un’altra famiglia, per acquistare cibo e beni essenziali, per cure mediche o per fornire assistenza agli altri. 

IRLANDA – Il primo ministro irlandese Micheal Martin ha annunciato a partire dalla mezzanotte di mercoledì 21 ottobre per sei settimane nuove restrizioni molto severe, chiusura di tutte le attività commerciali non essenziali e limitazioni delle attività di bar e ristoranti al servizio da asporto. L’Irlanda è il primo Paese in Ue a ripristinare il lockdown anche se le scuole resteranno aperte. 

PAESI BASSI – È consentito visitare tutte le regioni e le province, ma è fortemente consigliato dal governo di limitare gli spostamenti. A partire dal 14 ottobre chiusi bar e ristoranti e vietati festival e altri eventi. Divieto di vendere alcool tra le 20 e le 7 del giorno successivo. I coffee shop possono fornire solo servizi da asporto e devono chiudere alle 20. Teatri, sale da concerto, musei, monumenti e cinema sono aperti, ma è possibile frequentarli solo su prenotazione o su richiesta, con un numero massimo di trenta persone per sito. A casa si possono ospitare non più di tre persone al giorno, esclusi i minori di 13 anni. Il telelavoro da casa è fortemente consigliato.

POLONIA – Da sabato 17 ottobre sono introdotti in tutto il Paese nuove restrizioni. Quasi l’intero Paese è stato decretato come zona gialla, in cui si applicano le seguenti misure: ristoranti aperti dalle 6 alle 21, dopo disponibili solo servizi da asporto; numero limitato  (max.20) di persone per matrimoni e altre celebrazioni; alle riunioni pubbliche possono partecipare massimo 25 persone; sospese le attività in piscine e palestre.

PORTOGALLO – A partire da mercoledì 4 novembre il Paese ha ripristinato un parziale lockdown che riguarderà il 70 per cento della popolazione, che dovrà rispettare il dovere civico di confinamento domiciliare. Potranno lasciare l’abitazione solo per lavorare, se lo smartworking non è possibile, o per accompagnare i figli a scuola. Lo ha annunciato il premier di Lisbona, Antonio Costa.”E’ arrivato il momento in cui è necessario prendere misure più restrittive per avere il controllo su questa pandemia”. Gli esercizi commerciali dovranno chiudere entro le 22 e le aziende dovranno ricorrere ad orari di lavoro scaglionati.

 REPUBBLICA CECA – Il governo ha deciso di chiudere le scuole a partire dal 14 ottobre fino al 2 novembre. A partire da giovedì 22 ottobre il governo ha annunciato un parziale lockdown con divieto di libera circolazione nel Paese, fatta eccezione per viaggi di lavoro e legati ad affari, viaggi per vedere familiari, acquisto di beni di prima necessità e necessità di recarsi in strutture sanitarie. La partecipazione a matrimoni e funerali è limitata a dieci persone e il diritto di riunione a un massimo di cento persone. Vietate anche le vendite al dettaglio, fanno eccezione vendita di cibo, benzina, articoli di drogheria e giornali, tabacco e riviste. Rimangono inoltre aperti officine di riparazione auto, tintorie, farmacie, servizi funebri e fiorai. A partire dal 21 ottobre è stato introdotto l’obbligo di indossare mascherine di protezione anche in auto, se in presenza di qualcuno che non è un membro della famiglia, e in luoghi accessibili al pubblico.

SCOZIA – La premier Nicola Sturgeon ha esteso la chiusura di pub e ristoranti fino al 2 novembre, inizialmente prevista solo fino al 25 ottobre. Chiuse inoltre le sale da biliardo, bowling al coperto, casinò e sale da bingo.

SLOVENIA – Con un’ordinanza del 19 ottobre, il governo ha deciso una parziale limitazione alla libera circolazione, introducendo il coprifuoco dalle ore 21 alle 6, salvo casi urgenti legati a motivi di salute o di lavoro.

SPAGNA – Domenica 25 ottobre il governo di Pedro Sanchez ha decretato lo stato di allerta in tutta la Spagna per cercare di contenere la diffusione del virus. Lo stato di allerta durerà inizialmente solo 15 giorni, ma il premier ha fatto sapere che chiederà in settimana al Congresso (la camera bassa spagnola) la proroga per un periodo di almeno 6 mesi, con possibilità di allentarlo qualora i contagi dovessero tornare a diminuire. Sanchez risponde all’appello di 10 comunità autonome della Spagna che hanno chiesto al governo di prendere provvedimenti. Coprifuoco dalle 23 alle 6 del giorno dopo applicato in tutta la Spagna, fatta eccezione per le Isole Canarie. Le singole comunità autonome possono decidere di ritardare o anticipare l’ora di inizio e di fine del coprifuoco, ma non possono eliminare le restrizioni. Le Comunità autonome possono limitare l’entrata e l’uscita dai loro territori, con alcune eccezioni dovute ad esempio all’assistenza a centri sanitari, centri educativi, rispetto di obblighi professionali o di lavoro.

SVEZIA – A partire dal 29 ottobre ai cittadini si raccomanda di non visitare ambienti al chiuso come negozi, centri commerciali, musei, biblioteche, piscine e palestre. Sono consentite le visite necessarie ai negozi di alimentari e alle farmacie. Non si può partecipare a riunioni, concerti, spettacoli, allenamenti sportivi, partite e competizioni. Da questi sono esclusi gli allenamenti sportivi per bambini e giovani nati nel 2005 o successivamente. Se possibile, si legge sul sito del governo di Stoccolma, si deve evitare il contatto fisico con persone diverse da quelle con cui si vive. E questo significa non organizzare o partecipare a feste e simili. Sono consentiti i necessari contatti ravvicinati, ad esempio durante le visite sanitarie e gli esami medici. Tuttavia, chiunque soffra dei possibili sintomi di COVID-19 dovrebbe evitare qualsiasi contatto ravvicinato con altre persone. Fino al 19 novembre è in vigore il limite di un massimo di 50 persone per incontri o eventi pubblici.

UNGHERIA – Il primo ministro Viktor Orban ha annunciato che a partire da martedì 10 novembre saranno introdotte nuove restrizioni valide per 30 giorni per contrastare la risalita dei contagi e alleggerire la pressione sugli ospedali. Resteranno aperti asili nido e scuole primarie per i bambini sotto i 14 anni. Esteso il coprifuoco notturno tra le 20 e le 5, chiusi bar e ristoranti che possono mantenere aperto solo il servizio d’asporto. Negozi e servizi (come i parrucchieri) devono chiudere entro le 19. Gli hotel possono ospitare solo i viaggiatori per affari. Alle riunioni di famiglia e agli eventi privati ​​possono partecipare solo un massimo di 10 persone.

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