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Dalla pandemia al clima: le sfide dell'Unione europea al G20 per un mondo post-Covid
Ursula von der Leyen e Charles Michel presentano le priorità dell'Ue alla vigilia del vertice del G20 [20 novembre]

Dalla pandemia al clima: le sfide dell'Unione europea al G20 per un mondo post-Covid

L'Unione europea si prepara all'incontro di sabato e domenica con le grandi potenze più ricche al mondo. Von der Leyen: "Chiederò agli altri leader di mantenere le misure di sostegno economico contro la pandemia fino a quando la ripresa non sarà efficacemente avviata"

Bruxelles – Salute, economia, clima e protezione ambientale. Tante e ambiziose le priorità dell’Unione europea da affrontare con i capi di Stato e di Governo del G20 nel vertice di due giorni che si aprirà domani (21 novembre) in modalità virtuale, ospitato dall’Arabia Saudita. Alla guida del consesso internazionale che raccoglie insieme le più ricche economie del mondo (circa il 90 per cento del PIL mondiale) a partire dal prossimo anno ci sarà l’Italia, che insieme all’Unione europea organizzerà un Summit globale sulla Sanità dedicato proprio alla pandemia.

La riunione del fine settimana sarà l’occasione per gettare le basi in vista di questo grande appuntamento. Lo ricorda in conferenza stampa Ursula von der Leyen, indicando come priorità assoluta quella di “fermare la diffusione del Coronavirus, non solo in Europa ma in tutto il mondo”. Per farlo servirà continuare a finanziare ricerca e sviluppo di vaccini. La riunione delle 20 economie più ricche al mondo ha già raccolto nel mese di giugno 21 miliardi di dollari (quasi 18 miliardi in euro) per contrastare la pandemia e finanziare la scienza

La pandemia da Coronavirus “ha rappresentato uno shock economico e non solo su scala globale e il mondo deve diventare più preparato ad affrontare future ed eventuali nuove crisi”, ha aggiunto la presidente della Commissione europea. “Dobbiamo imparare dalla lezione di questa crisi”, ha sintetizzano in una battuta. “E lavorare insieme anche oltre l’attuale pandemia” per migliorare “la sicurezza sanitaria globale”. Si dice ottimista del fatto che “mentre gli Stati Uniti hanno evitato fino ad ora di impegnarsi su questo fronte” – con l’amministrazione Trump che ha annunciato il ritiro USA dall’Organizzazione mondiale della sanità – qualcosa “cambierà”: la futura amministrazione Biden “si è già impegnata per aumentare la cooperazione multilaterale, inclusa quella dedicata al campo sanitario”.

Sul versante economico, la presidente ha chiarito che solleciterà gli altri leader del G20 a mantenere le misure di sostegno economico introdotte per fronteggiare la pandemia fino a quando la ripresa non sarà efficacemente avviata. Tra le altre cose, nei primi mesi della pandemia, i leader del G20 avevano già preso la decisione di sospendere i pagamenti del debito per i Paesi più poveri e nelle richieste di Bruxelles c’è anche quella di estendere nuovamente la misura almeno fino alla metà del prossimo anno.

Non sorprende che la pandemia sia slittata in cima ai lavori del vertice, ma non sarà l’unica grande sfida globale di cui si discuterà. Nonostante le problematiche legate alla crisi del Covid-19, saranno centrali anche la lotta al cambiamento climatico e la riduzione delle emissioni di gas serra, che per una buona parte sono causati proprio dai paesi del G20 (28% Cina, 14% USA, 8% Unione europea, 7% India). “La minaccia del cambiamento climatico non si arresta”. Quello di domani e dopodomani dovrà essere un vertice incentrato anche sul tema della sostenibilità, ha aggiunto Charles Michel. Per il presidente del Consiglio europeo, anche gli altri Paesi, come l’UE, dovrebbero collaborare di più per promuovere sistemi di finanza sostenibile, per stimolare investimenti massicci (soprattutto nel privato) e sostenere la sfida “verde”, seguendo “l’esempio dell’Unione europea nello sviluppo di standard per le obbligazioni verdi”, ovvero i cosiddetti green bond. “L’Unione europea ha già iniziato a lavorare su questo, e crediamo che il G20 dovrebbe affrontare urgentemente la questione”, ha detto Michel.  Anche sul fronte climatico, le istituzioni europee sperano che le prossime riunioni G20 saranno dominate da una cooperazione di nuovo più stretta con gli Stati Uniti, che con Biden (che si insedierà il prossimo 20 gennaio) dovrebbero rientrare negli Accordi sul clima sottoscritti cinque anni fa a Parigi.

Michel ha definito la riunione come un “momento unico per rinsaldare anche il multilateralismo e affrontare tutti insieme le sfide a cui dobbiamo rispondere”. Più in generale ciò che andrà definito alla prossima riunione, e ancora di più sotto la presidenza dell’Italia, è come sarà il mondo post-Covid.

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