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Rinnovabili, eolico e solare spingono la crescita in Ue. L'Italia fatica a liberarsi del gas

Rinnovabili, eolico e solare spingono la crescita in Ue. L'Italia fatica a liberarsi del gas

Per la prima volta le rinnovabili superano gas e carbone nel mix energetico dell'Ue. Ma il rapporto di Ember e Agora Energiewende mette in guardia: "Transizione verso la neutralità climatica ancora troppo lenta"

Bruxelles – Eolico e solare trainano la crescita delle energie rinnovabili in Europa: nel 2020 hanno generato il 38 per cento (34,6 per cento nel 2019) dell’elettricità nell’Ue, superando per la prima volta gas e carbone nel mix energetico dell’Ue (37 per cento). Una prima volta che si registra a livello nazionale anche in Germania e Spagna. Lo dice lo studio “The European Power Sector in 2020” pubblicato dai think tank Ember e Agora Energiewende, che però mette in evidenza che il passaggio dalle fossili all’energia pulita è ancora troppo lento per raggiungere una riduzione del 55 per cento dei gas serra entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050. Gli obiettivi climatici a medio e lungo termine dell’Unione.

Nei piani della Commissione Europea c’è l’idea di alzare al 40 per cento la quota di rinnovabili nell’Ue. La generazione eolica e solare è aumentata rispettivamente del 9 per cento e del 15 per cento, insieme hanno generato un quinto dell’elettricità europea nel 2020. Ciò significa che l’elettricità europea nel 2020 era più pulita del 29 per cento rispetto al 2015. I maggiori aumenti sono stati nei Paesi Bassi (40 per cento), Svezia (36 per cento) e Belgio (28 per cento), e il rapporto mette in evidenza il fatto che i risultati sulle rinnovabili sono diretta conseguenza di “una volontà politica sostenuta”, mentre “alcuni Paesi continuano a rimanere indietro nonostante le eccellenti condizioni solari ed eoliche” dei loro territori. Tra questi viene menzionata anche l’Italia che, insieme ad altri cinque paesi (Austria, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia) dal 2015 a oggi ha fatto registrare una crescita prossima allo zero.

Ma c’è un altro dato interessante che riguarda il Paese. In generale, continua a diminuire la produzione di carbone, che è dimezzata dal 2015 ed è crollata del 20 per cento nel 2020 con le maggiori contrazioni in Olanda (-50 per cento), Spagna (-49 per cento), Grecia (-40 per cento), Romania (-31 per cento) e Italia (-24 per cento). Ma va detto che la maggior parte del calo dei combustibili fossili registrato nell’Ue si deve proprio al crollo del carbone, mentre la produzione di gas è scesa di solo 4 per cento nel 2020, fornendo il 20 per cento dell’elettricità totale dell’Ue. L’Italia è tra i Paesi che nonostante stia gradualmente eliminando il carbone, è ancora molto lontana dalla libertà dalle fossili proprio a causa dalla dipendenza dal gas, sottolinea il rapporto: nel 2020 il 57 per cento dell’elettricità era generato dalle fossili mentre il 43 per cento dalle rinnovabili. 

Come si vede dal grafico sopra Polonia e Repubblica Ceca sono gli unici due Paesi con una quantità di produzione fossile più di quattro volte superiore a quella prodotta da fonti rinnovabili, che non raggiunge neanche il 20 per cento del mix nazionale.

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