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Brexit, Irlanda del Nord sospende controlli ai porti per problemi di sicurezza del personale

Brexit, Irlanda del Nord sospende controlli ai porti per problemi di sicurezza del personale

Aumenta la tensione per le barriere commerciali introdotte sull'isola e per la chiusura della frontiera ai vaccini anti-COVID da parte dell'UE: comparsi graffiti che minacciano i funzionari di Belfast e Larne come possibili "bersagli"

Bruxelles – Il primo compleanno di Brexit porta in dote un regalo poco rassicurante. Nella tarda serata di lunedì primo febbraio l’Irlanda del Nord ha sospeso temporaneamente i controlli nei porti di Belfast e Larne su prodotti animali e alimentari a causa di timori per l’incolumità del personale portuale. La decisione è arrivata dopo che il consiglio comunale di Mid and East Antrim ha rimosso 12 membri del suo personale al porto di Larne con effetto immediato, a causa di un “aumento di comportamenti sinistri e minacciosi nelle ultime settimane”.

All’origine di questa escalation di tensione ci sarebbe l’opposizione feroce di molti sindacalisti filo-britannici alle nuove barriere commerciali introdotte tra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito come parte del Protocollo dell’Irlanda del Nord. Nonostante l’accordo per la regione sia stato siglato autonomamente nell’ambito dei rapporti post-Brexit proprio per scongiurare un “confine duro” sull’isola, negli scorsi giorni sono aumentate le tensioni per i controlli sanitari e fitosanitari sulle merci nei porti nordirlandesi (in particolare sul cibo venduto dalla Gran Bretagna) e per la chiusura della frontiera ai vaccini anti-COVID da parte dell’Unione Eruopea.

Tra i “comportamenti sinistri e minacciosi” ai danni del personale portuale, si contano una serie di graffiti apparsi la scorsa settimana su un muro vicino al porto di Larne, che avvertivano che tutti i funzionari di frontiera sono dei bersagli. La polizia dell’Irlanda del Nord ha pianificato un aumento dei pattugliamenti nei porti, ma preoccupa un possibile acuirsi della divisione nella regione: anche dopo l’Accordo del Venerdì Santo (l’accordo di pace che ha messo fine alla guerra civile nel 1998) non si è rimarginata del tutto la frattura che vede i nazionalisti cattolici aspirare all’unificazione con l’Irlanda e gli unionisti protestanti a rimanere parte del Regno Unito. Le mosse maldestre dell’UE sulla questione dei vaccini anti-COVID rischiano di aggravare una situazione già instabile: “Il governo britannico deve dare un segnale molto chiaro che affronterà le questioni relative al Protocollo”, ha intimato la prima ministra nordirlandese, Arlene Foster.

Parlando dell’escalation di tensione, la stessa premier ha bollato le azioni contro il personale portuale come “del tutto riprovevoli”, aggiungendo: “Se qualcuno è contrario al Protocollo, come lo sono tutti i sindacalisti, il modo per affrontarlo è attraverso la politica costituzionale”. Edwin Poots, ministro dell’Agricoltura dell’Irlanda del Nord, su Twitter ha comunicato di aver deciso di “ritirare il personale dai porti di Belfast e Larne” perché “la sicurezza rimane fondamentale”. Dallo stesso ministero si apprende che, nonostante siano state sospese le ispezioni fisiche sui prodotti di origine animale, continueranno regolarmente i controlli sui documenti.

 

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