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    Home » Green Economy » “Temporanei e di transizione”, gli investimenti sul gas ammessi nella tassonomia ‘verde’

    “Temporanei e di transizione”, gli investimenti sul gas ammessi nella tassonomia ‘verde’

    La Commissione presenterà ad aprile il suo sistema di classificazione degli investimenti sostenibili, ed è probabile che ammetterà il gas naturale come fonte di transizione per la decarbonizzazione. Timmermans: "In molti Stati membri l'addio alle fossili è ancora troppo lontano". Accuse di ipocrisia climatica dalle ONG ambientaliste: "Mina la leadership climatica dell'UE"

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    25 Marzo 2021
    in Green Economy
    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Se l’Unione Europea e il mercato “vogliono essere serie sulle obbligazioni verdi (green bonds) dobbiamo essere conformi con il quadro della Tassonomia degli investimenti verdi“, perché altrimenti i green bond rischiano di diventare solo finti proclami. La Commissione Europea “dovrà essere estremamente chiara su questo”, sottolinea il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, nel suo intervento al Clean Energy Summit del 23 marzo.

    Le regole della Tassonomia verde serviranno a orientare le scelte degli investitori, pubblici e privati, nella transizione del Continente europeo. Ma rimane spinosa la questione dell’impiego del gas naturale e del suo ruolo come fonte di transizione per la decarbonizzazione. In diversi Stati membri il “passaggio dal carbone o dal legno per il riscaldamento delle case alle energie rinnovabili è ancora molto lontano. Avranno bisogno di step intermedi proprio attraverso il gas naturale”, ricorda il vicepresidente per il Green Deal. Ma per la Commissione l’importante è rendersi conto che sfruttare il gas naturale per la transizione è solo un passaggio “temporaneo” per aumentare l’impiego di rinnovabili a livello europeo.

    Le parole di Timmermans arrivano, non a caso, mentre a Bruxelles cominciano a circolare le prime indiscrezioni sulla bozza definitiva del nuovo regolamento sulla Tassonomia che dovrebbe vedere la luce in aprile, dopo vari rinvii e dopo che gli Stati membri hanno già bocciato una bozza di compromesso dell’Esecutivo.

    For EU green taxonomy fans: draft of new commission text opens door for gas to be classified as taxonomy compliant. This is "shades of green" labelling that environmental campaigners have been fighting against. Commission forced to redraft after initial text was rejected by govs pic.twitter.com/riBXTn7knv

    — Mehreen Khan (@MehreenKhn) March 22, 2021

    Il Financial Times è entrato in possesso dell’ultimo documento, e non desta grande sorpresa il fatto che nel suo sistema di classificazione verde la Commissione europea abbia intenzione di proporre di classificare come “sostenibile” qualunque investimento fatto per infrastrutture energetiche adatte alla produzione di idrogeno o gas a basse emissioni di carbonio. Il che è in sostanza quello che l’Esecutivo ammette anche per quanto riguarda i piani nazionali di di ripresa e resilienza dalla pandemia.

    Nulla di nuovo perché, nonostante le varie critiche di ONG e ambientalisti, la Commissione Europea non ha mai nascosto di considerare il gas la fonte energetica più utile alla transizione climatica al 2050, convinta che non possa imporsi “da un giorno all’altro” un modello di economia completamente privo di ricorso alle fonti fossili. Soprattutto perché ci sono Stati membri ancora molto indietro con la decarbonizzazione. Spera inoltre di poter sfruttare le nuove infrastrutture anche per il trasporto dell’idrogeno pulito. Ed è quanto conferma anche Timmermans oggi: molti Stati non sono in grado di sostenere una transizione dall’oggi al domani, per cui i progetti sul gas dovranno essere temporanei ma potranno continuare a esserci.

    Le attività abilitanti e di transizione

    L’atto delegato sulla Tassonomia dovrà stabilire quali investimenti si considerano attività “sostenibili”, di “transizione” o “abilitanti”, per orientare le scelte degli investitori. Tre categorie di investimenti. Fin dall’inizio dei negoziati a tre tra Commissione, Parlamento e Consiglio, il nodo più difficile da sciogliere riguardava proprio le attività di ‘transitioning’ e ‘enabling’, ovvero attività che non rientrano tra quelle propriamente ‘verdi’ ma che possono facilitare la transizione (un caso delle attività abilitanti: per costruire una turbina serve il ferro, che non è sostenibile).

    L’accordo di giugno 2020 ha di fatto lasciato in sospeso questo punto e quali “attività” potessero essere incluse nelle due categorie di transizione e abilitanti, distinte da quelle propriamente ‘verdi’ ma comunque “ammesse” tra gli investimenti. Un anno fa, i co-legislatori hanno volutamente lasciato aperta la porta a gas ed energia nucleare, se pur nel rispetto del principio del “non fare danni significativi”, ma ora è il tempo di una decisione definitiva.

    Diverse ONG ambientaliste protestano e parlano in una lettera all’Esecutivo di una forte pressione esercitata dalle lobby del gas sulla decisione della Commissione. Secondo loro “queste proposte ingiustificate sono in diretta contraddizione con il Green Deal e con l’ambizione dell’UE di obiettivi climatici più elevati”. Oltre a screditare la leadership climatica globale dell’UE.

    Il quadro della tassonomia green riguarderà sei obiettivi specifici che l’Unione europea intende perseguire, nel contesto più generale del Green Deal: la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici; l‘uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine; la transizione verso un’economia circolare; la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento; la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Per quanto riguarda la classificazione per i primi due obiettivi, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ai medesimi, doveva in realtà essere stabilita entro la fine del 2020 al fine di garantirne la piena applicazione entro la fine del 2021, mentre per gli altri quattro obiettivi bisognerà aspettare la fine del 2021.

    Tags: commissione europeafinanza sostenibilefrans timmermansgas naturaletassonomia verde

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